I Domenica di Avvento anno A (2016).Omelia con i ragazzi del catechismo: Mettiamoci in cammino verso Betlemme.

Iniziamo questo tempo di grazia particolare che è l’ Avvento. Ci mettiamo in viaggio verso un paesino Betlemme, che significa “casa del pane”, pensate che bello, perché poi il Gesù che nasce a Betlemme è quel “pane di vita”, che è sempre Gesù, che si dona a noi nell’ Eucaristia.

Avete già cominciato a pensare, se farete il presepe? Come sarà?
Il cuore del presepe è la capanna della natività e tutti i suoi personaggi sono in cammino verso quella capanna, e tutti portano qualcosa che fa parte della loro vita, delle cose che fanno ogni giorno, e questo è importante perché è mettere ai piedi, pensate, di un bimbo appena nato la nostra vita sperando che Gesù con la sua nascita la renda più bella, più luminosa, completa, alla quale non manchi più nulla! Questa cosa si chiama speranza. Cosa porteremo noi allora ai piedi di Gesù in questo Natale, al quale iniziamo a prepararci?    

Voglio raccontarvi una storia … immaginate adesso di essere ai tempi in cui Gesù nasce … in un paese della Palestina

Grande agitazione quella mattina. Quegli stranieri che erano arrivati si preparavano a partire con il loro seguito, legavano forzieri a provviste sui loro cammelli assieme a dei cofanetti preziosi. Erano i vecchi saggi che parlavano alle stelle e che ne seguivano una in particolare: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, che, dicevano, li avrebbe condotti dal Re del mondo.
Un ragazzino, Idris, si avvicinò pregando Gaspare di portare anche lui a vedere il Re del mondo. Ma il vecchio, saggio Gaspare disse: “ Sei troppo giovane, e poi cosa potresti offrire tu? Guarda i nostri regali sono tutti pronti”

Idris abbassò la testa, era vero, lui non aveva che le sue mani vuote e nel suo cuore il grande desiderio di incontrare il Re del mondo. Rientrò a casa, ma la sua mamma capì subito che qualcosa non andava . Lo strinse forte a se e Idris si confidò con lei. La sua mamma faceva tuniche e mantelli con il cotone e la canapa, si diresse verso una cassapanca: “So io che cosa gli porterai” .

Estrasse dalla cassapanca una tunica bellissima, fatta di fili di seta dei più svariati colori. L’ aveva fatta per lui, perché voleva che il suo figlio fosse il più bello della città, (del resto per ogni mamma il loro figlio è il più bello). “Questa tunica ha una storia, Idris. È fatta con i fili di seta che mi hanno regalato tante persone, in questi fili vi sono le loro pene, la loro fede, le loro lacrime e le loro gioie!”

I fili blu sono il colore dell’ amicizia, mi sono stati regalati un seminatore al quale ho curato la febbre.
I fili grigi sono quelli di una vecchia signora che i suoi figli hanno dimenticato. È il colore della solitudine.
Quelli gialli mi sono stati dati da un giovane sfruttato dal suo padrone, che ho aiutato a finire il lavoro che doveva svolgere, è il colore della povertà.
I fili bianchi son quelli che mi ha donato una mamma che ha perso il figlio, non ho potuto fare altro che piangere con lei e condividere
Il suo grande dolore, mentre quelli d’argento rappresentano le nostre lacrime.
Quelli verdi mi sono stati regalati da due sposi, è il colore della loro speranza.
I fili rossi, invece, sono quelli, che ho comprato vendendo quello che avevo di prezioso, perché il rosso è il colore dell’ amore e della tenerezza che io ho per te.

Se tu doni questa tunica al Re del mondo Lui capirà!

Perché vi ho raccontato questa storia?

All’ inizio della Messa abbiamo pregato: “O Dio suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al Cristo che viene…” (che io debbo e voglio fare), recita una preghiera che non so se si insegna ancora a catechismo, si Chiama Atto di Speranza,
assieme a quello che abbiamo nel nostro cuore, all’ inizio di questo cammino di Avvento impegniamoci seriamente a portare a Gesù anche quel po’ di bene, che con il suo aiuto riusciamo a fare, ma impegniamoci seriamente “ad amare non a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.”.(1Gv3,18).
Cosa è successo quando Idris mise la tunica ai piedi di Gesù Bambino?

Idris mormorò: “ Questa è la tunica che mia madre ha tessuto per te”, il bambino aprì le piccole mani e tirò a se il tessuto frusciante e coloratissimo, stringendo così fra le sue mani la vita degli uomini!
(da Storie di Natale- La tunica di Idris, B. Ferrero- riadattato)

Il Signore che viene, che è venuto, che verrà stringe a sé la nostra vita per riempirla di speranza e dell’ amore di Dio, non abbiamo paura ad affidargliela! Non rimaniamo addormentati, gettiamo via, perciò, tutte le cose brutte e la più brutta di tutte il peccato, lasciamoci illuminare dalla luce che è Gesù, anche perché, alla fine, come dice un grande santo, Giovanni della Croce: “ Saremo giudicati sull’amore”

Deo Gratias, qydiacdon

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