Gli angeli, don Marcello: “Esistono, ecco le prove”. Padre Pio e Natuzza Evolo, cosa nasconde la Chiesa

“Gli angeli esistono, io ho le prove”. L’intervista di Don Marcello Stanzione al Quotidiano nazionale è, come minimo, spiazzante. Definito “il più grande studioso delle figure celesti” e in prima linea nella lotta a sette, magia e occultismo, il fondatore della Milizia di San Michele Arcangelo vuole riportare sulla retta via i giovani che “attratti da esperienze soprannaturali e dalla new age, si lasciano irretire dall’astuto diavolo”. Gli angeli, spiega, don Marcello, “sono esseri soprannaturali immortali, impegnati costantemente nella lotta invisibile contro i demoni, gli angeli malefici, che abitano i principati e le potestà dell’aria”.

Spetta a loro la scelta “se farsi vedere come angeli o con sembianze umane, oppure restare invisibili”. L’incontro con queste entità sante è sempre possibile, ma solo “se Dio lo consente” ovviamente. “Sono numerose le testimonianze, nel mondo, di persone in pericolo di vita o in difficoltà che hanno incontrato esseri celestiali anche sotto sembianze umane, spariti all’istante dopo averli tratti in salvo”, sottolinea ancora il prete, secondo cui “appena usciamo dal grembo materno abbiamo il nostro angelo custode, quando siamo nella pancia della mamma abbiamo il suo. I bambini, più puri rispetto a un adulto, spesso vedono il loro angelo. Quando sorridono in culla e farfugliano stanno colloquiando col loro angelo”. Tuttavia siamo esseri liberi, conclude don Marcello, e per questo “decidiamo se credere o meno in Gesù e quindi anche nell’angelo custode. Oggi, purtroppo, anche tra sacerdoti, vescovi, cardinali c’è poca fede nell’angelo custode quando invece sono esseri importantissimi. La prova è il fatto che se volessimo eliminarli dovremmo strappare pagine su pagine di Vecchio Testamento e Vangelo”. Ma i mistici “vedono l’angelo custode come una persona, Padre Pio e Natuzza Evolo, per esempio, l’avevano sempre accanto”. Bando ai falsi miti: non si diventa angeli dopo la morte. “L’anima va in Paradiso, in Purgatorio, all’Inferno, che è la separazione da Dio per l’eternità”.

Giulio Bucchi 14 dicembre 2019
liberoquotidiano.it

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