Gelosi del bene degli altri – XXVI Domenica ordinario B

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva»…

Immaginiamo per un attimo di incontrare e di conoscere una di quelle persone
che dicono Gesù, sì mi può anche andare bene, ma la Chiesa, i sacramenti, i preti e simili poi questa è un’altra cosa. Ognuno pensi alla reazione che può avere e cosa pensare di quella persona.
Poi, per caso scopriamo che due volte la settimana, va in una “casa protetta”, per imboccare gli anziani non auto sufficienti .
“ Avevo fame e mi avete dato da mangiare”, non c’è scritto così nel vangelo?
Non ha detto così Gesù? Che cosa penseremmo allora?
Non assomiglia, in un modo diverso a quello che succede nel Vangelo che abbiamo letto oggi?

Se volessimo adoperare un linguaggio corrente potremmo dire che Giovanni anziché essere inclusivo ha un atteggiamento esclusivo. Qualcuno abusa del nome di Gesù, facendo degli esorcismi in suo nome e questo non è accettabile, qualcuno riesce a compiere qualcosa di buono, a fare un po’ di bene e questo non è possibile, perché non fa parte del nostro gruppo, della nostra comunità …

Ma vi è qualcuno che ha l’ esclusiva nel compiere il bene? Nel fare qualcosa di buono? Magari qualcuno di quelle cose che sono nel vangelo e che noi non riusciamo a fare e questo ci indispone, anzi ci rende ancora meno disponibili nei suoi confronti!

Tutti possiamo compiere il bene e tutti possono compierlo, anche se uno solo è il Maestro, Gesù che ci indica come compierlo e quale sia il bene vero e autentico, quello compiuto nel suo nome, cioè nel modo in cui Lui ce lo insegnato, trasmesso, vissuto Il discepolo del Signore deve saperlo riconoscere e gioirne. Il Signore agisce come e quando vuole, lo Spirito soffia come vuole e dove vuole e non si ingabbia. Non chiede, suggerendo di compiere il bene: “ Hai la tessera?” Fare le cose “ nel nome di Gesù” non significa pronunciare una semplice invocazione di preghiera, o dire una formula magica, ma fare memoria di Lui nella nostra vita. Vivere quegli atteggiamenti che Gesù ha vissuto e che ci propone di assumere, vivere la novità del Vangelo.

Allora uno potrebbe chiedersi: “E noi cristiani?”
Il Signore vuole che tutti gli uomini” siano salvi e giungano alla conoscenza della verità”. Questo disegno vuole realizzarlo anche attraverso noi, che siamo la sua Chiesa, a cui ha affidato la missione dell’ annuncio della salvezza. Dio ama il mondo e gli uomini, ma vuole che i cristiani manifestino e siano segno visibile, credibile di questo amore. Per questo il giorno del nostro Battesimo ci sono stati consegnati tre doni:
1- Essere sacerdoti, nel compiere per fare della nostra vita una vita gradita, bella agli occhi di Dio, come ha fatto Gesù, che ha compiuto la volontà del Padre fino in fondo-
2- Essere Re, nel vivere il servizio nei confronti di tutti …
3- Essere profeti. Con una duplice mentalità:
a- perché vedendo le opere dell’ amore che il cristiano compie gli uomini si lascino toccare il cuore e compier quel bene che il Signore gli concederà di fare,
b- perché i cristiani abbiano la decisione e la forza di denunciare e togliere gli scandali e di non esserne motivo. E non pensiamo subito a tutti quelli che quotidianamente sono sotto i nostri occhi e detti ai nostri orecchi. ( scommetto che qualcuno avrà pensato ai politici), anche di quelli che hanno noi per autore. Ciascuno di noi potrebbe essere “ seminatore di scandali”, cioè impedimento nel cammino della fede. I piccoli sono infatti tutte quelle persone della comunità che hanno fatto una scelta di fede semplice che devono vedere nelle nostre opere l’ amore di Dio.
Dio non voglia che, per causa nostra, qualcuno abbia ad allontanarsi dalla via del Vangelo, le parole che Gesù adopera sono durissime:
“ sarebbe meglio per lui …” Per tutti noi allora un grande invito alla vigilanza. Evitiamo il pettegolezzo, il chiacchiericcio, i giudizi affrettati, ma prima di tutto facciamo sentire alle persone che accostiamo la vicinanza e l’ affetto del Signore .
Stiamo attenti anche dentro alle nostre comunità a non costruire gruppuscoli, chiesuole e a fuggire la tentazione di essere esclusivi, sappiamo essere semplici e aperti come lo è stato Gesù, che si è reso disponibile nei confronti di tutti.

Facciamo tutto quello che possiamo certi che nella strana contabilità di Dio neanche il più piccolo gesto di bene andrà perduto … anche dare semplicemente un “ bicchiere d’ acqua”, un po’ di tempo, un sorriso certi che noi non siamo altro che annuncio del Signore per il mondo, ma che è Lui che converte e salva.

Soli Deo Gloria
Qydiacdon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.