“ Fra voi non sia così…” – XXIX Domenica ordinario B – omelia/ meditazione con i bambini

 

Ricordo sempre i primi giorni di scuola quando andavo a prendere le mie classi e le portavo nell’ aula che mi era stata assegnata per le lezioni, lasciando liberi i ragazzi di sedersi come volevano la corsa ad avere questo o quel compagno vicino, addirittura quando vi erano tre banchi assieme qualcuno si sdraiava quasi in quello centrale per avere vicino questo e quell’amico . È un po’ quello che succede nel vangelo che abbiamo letto. Forse i discepoli, che non avevano ancora proprio capito molto di Gesù e pensavano a un regno molto umano, molto terreno, andando verso Gerusalemme, stavano pensando a quale posto poteva essere loro riservato in questo famoso Regno.

Giacomo e Giovanni fanno un colpo di mano! Si raccomandano a Gesù per avere un posto d’ onore: … facci sedere uno alla tua destra e uno alla tua sinistra …! Furbi i due, non vogliono mica rimanere indietro, anticipano tutti, passano davanti anche a Pietro. E cosa fanno gli altri discepoli? Se la prendono molto, si arrabbiamo con Giacomo e Giovanni!

Già a nessuno piace rimanere indietro, arrivare ultimo … tutti corrono per arrivare primi! Voi ragazzi se fate una gara correte per arrivare primi o secondi?… Nessuno corre per arrivare ultimo!

Quando andavo a scuola io, molto, molto tempo fa, gli ultimi banchi erano riservati a quegli alunni che erano considerati con dei problemi, o perché avevano bisogno di un po’ più di tempo per imparare, o perché erano monelli e disturbavano … insomma chi sedeva nell’ ultimo banco era un po’ messo da parte, un po’ segnato .. si diceva che era il banco degli “asini”. Meno male che le cose sono cambiate …

Vi è un bel film ( The War), in cui in una scuola americana, in una classe dove vi sono alunni bianchi e di colore, neri, arriva questa insegnante, bionda, occhi azzurri, carnagione chiarissima e la prima cosa che fa? Sistema la classe!
Come l’ avrà sistemata, secondo voi?
Tutti i ragazzi di colore davanti e gli altri dietro! Bella sistemazione vero? Se noi fossimo stati uno di quei ragazzi messi in fondo, dietro, come ci saremmo sentiti? Papa Francesco direbbe “scartati”.
Gesù mette in guardia! “ ma vi rendete conto di quello che domandate … sarete in grado di bere … di ricevere …” Che per spiegarla in modo semplice sarebbe come Gesù dicesse: “.. siete capaci di seguirmi sulla strada che sto facendo, di fare quello che faccio …? Dare la vita?”. Certo è la risposta …, ma sarà solo dopo la risurrezione che avranno questa forza gli apostoli! Prima sappiamo già come va a finire … solo Giovanni è sotto la Croce.

Gesù aggiunge anche qualcos’ altro, che è molto importante per tutti noi!
Vediamo se qualcuno lo scopre: guardate nel foglietto della Messa.

«Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Vuoi essere un grande nel Regno, nell’amicizia con Gesù, vuoi andare in Paradiso, anziché sgomitare per passare davanti a tutti nella vita, magari calpestando gli altri, imbrogliando, facendo del male, devi imparare a servire, a metterti all’ultimo posto.
Esattamente come ha fatto Gesù, che muore in croce come un delinquente fra i peggiori delinquenti; Lui che nella vita ha fatto solo del bene a tutti e continua ad occuparsi di noi, a volere il nostro bene; anche se delle volte il modo in cui lo fa non lo capiamo, proprio come succede ai discepoli.

Servire che vuol dire dare la vita mettendosi a disposizione degli altri con i doni e con le capacità che il Signore ci ha dato. Difficile, come che il cammello passi attraverso la cruna di un ago, come ci veniva ricordato Domenica scorsa, ma Gesù ci diceva anche che a Dio tutto è possibile.
Finisco raccontandovi brevemente un fatto.
Un naufragio di una nave da guerra la Dorchester. Affonda e durante l’ affondamento i quattro cappellani militari: un rabbino, un cattolico e due pastori evangelici si erano legati fra loro per non cadere dalla coperta della nave che era già inclinata fortemente. Gli era stata data la cintura di salvataggio, ma ciascuno di loro l’aveva data ad un uomo dell’ equipaggio. Quando la nave si impennò, prima di colare a picco li videro tutti e quattro addossati al parapetto, per mano che stavano pregando.
Non erano corsi avanti per salvarsi per primi, ma non avevano esitato a farsi ultimi per dare la possibilità a qualcun altro di salvarsi…( Cfr Ernesto Balducci da: Il sale della terra- Effatà)

Il Signore ha dato loro questa forza! Camminiamo anche noi allora sulla strada che ci ha indicato Gesù per potere gioire di quella beatitudine: “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi» ( Mc 10,31), che Egli stesso ci annuncia … e Gesù mantiene sempre quello che dice.

Soli Deo Gloria, qydiacdon 

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