DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO C)

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore
________________________________________________

Festa di Pentecoste. “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti…”
Oggi però sembra che i comandamenti siano stati un po’ dimenticati, anche con quello che viene spacciato come acquisizione di diritti, che non di rado vanno contro la legge naturale, e così si dimentica anche Dio.
Solzenicyn, rinchiuso nei lager sovietici ha scritto: “Abbiamo dimenticato Dio: questo è il vero male; il resto è solo una conseguenza”.
Ma questo accade anche a numerosi cristiani che non riescono a testimoniare amore, serenità, fervore nella loro vita.
E perché? Perché hanno dimenticato lo Spirito Santo. Questo significa però non credere alle parole di Gesù che abbiamo udito o letto nel Vangelo.
In questa festa di Pentecoste vediamo allora di ritornare a queste parole e alla luce di queste parole invocare il dono dello Spirito per leggere la situazione della Chiesa e del mondo.
Se lo facciamo credo che la prima parola che viene in mente sia amore/comunione.
Oggi nella nostra storia attuale, anche dentro le nostre comunità cristiane la comunione non è scontata.

“Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio”.

Leggiamo nella prima lettura tratta dagli Atti degli apostoli. Oggi però il mondo sembra il mondo della disunione, la gente sembra non solo non parlare lo stesso linguaggio, ma anche non comprendersi più, esattamente come ai tempi della torre di Babele al cap. 11 della Genesi, letto ieri sera nella messa vespertina della Vigilia. Possiamo constatarlo tutti i giorni dalle notizie che ci vengono fornite dai media, dalle dichiarazioni dei vari politici fino a scendere ai luoghi di lavoro e spesso anche all’interno delle stesse famiglie. Questo accade perché non ci lasciamo guidare dallo Spirito santo che parla il linguaggio della comunione costruita sull’amore come ci ha insegnato Gesù, un’amore che non giustifica l’ingiustizia ma che distingue l’errore dall’errante.

Con il dono dello Spirito la Chiesa e i cristiani hanno il dovere di testimoniare con la loro vita la novità portata dalla Pasqua di Gesù guidati dallo Spirito che ci può dare forza e coraggio quando questo diventa difficile.

Nell’ ebraismo la festa di Pentecoste era una festa agricola, quella della mietitura, poi divenne la festa in cui veniva rinnovata l’allenza fra Dio e il suo popolo fatta al Sinai, per noi vuol dire la nuova alleanza nel dono dello Spirito che viene nel cuore di ogni credente.
Accogliere questo dono significa non avere paura di dare la nostra testimonianza di credenti, allora usciamo anche dal “cenacolo” che chiudeva gli apostoli paurosi, ma che dopo il dono dello Spirito non hanno paura ad annunciare il risorto e andiamo per le strade del mondo ad annunciare la lieta notizia!

Deo gratias, qydiacdon

23 Maggio 2021: Solennità di Pentecoste. Festa e Preghiera. Vieni Santo  Spirito!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.