DIALOGO FRA LA MORTE E SATANA

Io ho ascoltato la morte (M) e Satana (S) disputare ad alta voce su quale dei due fosse il più forte sull’ umanità.

M- O maligno, soltanto chi vuole ti presta ascolto; quanto a me, sia che lo voglia, sia che non lo voglia, chiunque viene a me
S- Tu, o morte, possiedi una forza tirannica, io invece uso trappole astute.
M-Ascolta o maligno: un uomo astuto può spezzare il tuo giogo, ma nessuno riesce a sfuggire al mio giogo.
S- Tu, o morte, su chi è malato misuri la tua potenza, io invece sui sani sono tanto più forte.
M- Il maligno non ha potere si chiunque lo insulti; quanto a me, anche chi maledice viene a me.
S- Tu, o morte, da Dio hai ricevuto la tua potenza, ma io non ho alcuno che mi aiuti, quando induco al peccato.
M- Tu, o maligno, come un vigliacco tendi insidie, ma io come un re uso il mio potere.
S- Tu sei troppo sciocca, o morte, per riconoscere quanto sono grande, poiché il libero arbitrio sono in grado di catturare.
M- La morte molti invocano come un benefattore; quanto a te, o maligno, nessuno ti ha mai chiamato così.
S- Non ti rendi conto, o morte, di quante siano le persone che in un modo o in un altro mi invocano e mi offrono libagioni?
M- Di me ha paura ognuno come di un padrone; te invece odiano come il maligno.
S- Quanto a te, o morte, odiano il tuo nome, le tue azioni; il mio nome è odiato, ma i miei piaceri sono amati.
M- In veleno di denti si muta la tua dolcezza: sempre il rimorso accompagna quei tuoi piaceri.
S- Sebbene mi rattristi, io do lo spazio a chi si pente; tu togli la speranza del peccatore se egli muore nei suoi peccati.

Lode a te, Figlio del Pastore dell’universo, che hai salvato il tuo gregge dai lupi nascosti,
il maligno e la morte, che 
l’avevano divorato.
(Efrem,Inno nisibeno 52)

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