Madre “muore” appena nasce la figlia, ma quando gliela mettono sul petto accade un miracolo

“Mi ha salvato la vita”, ha detto la donna”

ando aveva 23 anni, Shelly Cawley aspettava con ansia l’arrivo della sua prima figlia. Giorno dopo giorno sognava di tenerla tra le braccia, ma quando è iniziato il travaglio è sprofondata in un incubo.

Shelly è stata sottoposta a un cesareo d’urgenza che ha portato al mondo la piccola Rylan, nata sana. Un coagulo di sangue ha tuttavia bloccato le arterie del corpo della madre, e Shelly è entrata in coma. I medici disperavano che potesse sopravvivere.

Il marito di Shelly, Jeremy, ha raccontato che in quel momento ha provato un turbinio di emozioni. La felicità per la nascita della figlia era accompagnata dal dolore per il fatto di vedere la moglie in quello stato, ed era questo dolore che gridava più forte. “Sei così felice quando nasce tuo figlio, e il momento dopo pensi che dovrai dire addio per sempre a tua moglie. Era come se fossi anestetizzato”, ha confessato.  Continue reading

L’ostetrica che ad Auschwitz salvò tremila bambini dalla morte

La storia di Stanisława Leszczyńska, che ha aiutato le partorienti nel campo di concentramento nazista in territorio polacco

Quando una persona viene svegliata di fretta, spesso fa in tempo a trovare soltanto una scarpa. Quando chiamavano mia madre, di notte, spesso andava in giro con una pantofola sola”. Con queste parole Bronisław Leszczyński ricorda sua madre Stanisława Leszczyńska. “E nella stessa maniera pregava anche la Vergine: anche se con una sola scarpa, vieni in mio aiuto. Mamma diceva che la Vergine non è mai venuta meno”.

Con il suo attestato dentro un tubo di dentifricio

Stanisława Leszczyńska è nata nel 1896 nella città polacca di Lodz. Quando aveva 12 anni, i suoi genitori decisero di trasferirsi a Rio de Janeiro. Lì la bambina ha imparato il portoghese e il tedesco, che molti anni più tardi le salvarono la vita.

Nel 1916 si sposò con un tipografo di Lodz, Bronisław Leszczyński. Quattro anni più tardi, la coppia si trasferì a Varsavia, dove Stanislawa iniziò i suoi studi presso una scuola per ostetriche.

Ebbero quattro figli: Silvia, Bronisław, Stanisław ed Henryk. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale si batterono per aiutare gli ebrei, venendo quindi arrestati dalla Gestapo. Due loro figli furono trasferiti a Mauthausen-Gusen, mentre Stanisława e sua figlia furono mandati ad Auschwitz-Birkenau. Suo marito morì nella rivolta di Varsavia.      Continue reading

3 esperienze di pre-morte che ti faranno ricredere sull’esistenza del Paradiso – Sono i casi di cui parla il dottor Theillier, medico che ha studiato i miracoli di Lourdes

Il dottor Patrick Theillier conosce bene i fenomeni soprannaturali. Cattolico convinto e impegnato, ha lavorato per dieci anni come medico dell’Ufficio delle Constatazioni Mediche del santuario di Lourdes. Insieme ad altri medici, non necessariamente credenti, si è impegnato a verificare scientificamente il carattere umanamente inspiegabile delle guarigioni ottenute per intercessione di Nostra Signora di Lourdes.

Ed è proprio a partire dalle conclusioni elaborate da questo Ufficio che è stato possibile alla Chiesa giungere al riconoscimento di alcuni miracoli. Una guarigione inspiegabile è dichiarata miracolo quando l’autorità ecclesiastica competente vi riconosce un segno della potenza e dell’amore di Dio presente nella vita degli uomini, in grado di fortificare la fede del popolo cristiano.

In “Quando la mia anima uscì dal corpo” (edizioni San Paolo) il dottor Theillier studia le esperienze di pre-morte, o avvenute “ai confini della morte” (conosciute con la sigla inglese NDE, Near-Death Experiences).

1) “HO FATTO UN VIAGGETTO IN CIELO”     Continue reading

Socci: «Vuole vivere chi si sente amato»

Pubblichiamo una lettera che il giornalista Antonio Socci ha scritto alla figlia Caterina sul tema dell’eutanasia che sta tenendo banco in questi giorni. E’ stata pubblicata ieri su Libero e sul sito dello scrittore senese.

Cara Caterina,

ieri hai voluto che sulla tua pagina Facebook – sotto la tua foto sorridente – fosse scritto: “La vita è sempre bellissima”. E poi le parole del salmo 138: “Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio…”. So che sei addolorata per Fabiano, questo nostro fratello per cui preghiamo e di cui oggi tutti parlano. Pregare per lui è il modo per volergli ancora bene, ma nessuno invita a pregare perché pensano che sia tutto finito e che si tratti solo di invocare leggi che permettano in Italia ciò che fanno altrove.

“Repubblica” titola: “L’addio di Dj Fabo, ora la legge”. Ma c’è qualcuno che invece chiede leggi e interventi pubblici a favore di chi vuole vivere e guarire? “La Stampa” titola: “Il suicidio di Fabo scuote l’Italia”. Purtroppo la vita di tanti che lottano, come te, Caterina, per vivere e per guarire non scuote l’Italia.

Eppure la tua grinta, la tua fede e il tuo coraggio sono una luce che illumina tutti quelli che ti conoscono. E quanti altri giovani come te abbiamo conosciuto durante questa nostra avventura. Chi chiede leggi per sostenere la loro lotta? E chi difende i più piccoli e indifesi che non hanno voce? Chi aiuta, per esempio, una grande donna come Paola Bonzi del “Centro di aiuto alla vita” della Mangiagalli, che ha salvato più di 17 mila bambini (e 17 mila mamme) dall’aborto? Eppure nessuno è più debole e indifeso di un bambino nel grembo e della sua madre.     Continue reading

INDIA. LO GETTANO IN UNO STAGNO GHIACCIATO, CRISTIANO MUORE PROCLAMANDO LA SUA FEDE!

Si era convertito al cristianesimo dieci anni fa. Ma la sua scelta non è mai stata accettata dagli altri abitanti del villaggio. Che l’hanno legato e gettato nell’acqua con la moglie.

Una scelta di fede mai accettata

E’ morto dichiarando la sua fede in Gesù, un cristiano perseguitato in India. Bartu Urawn aveva cinquant’anni e viveva nel villaggio di Kubuaa, distretto orientale di Palamu. Si era convertito al cristianesimo circa dieci anni fa, ma la sua scelta non era mai stata accettata dagli altri abitanti del villaggio. Quel Cristo, scoperto da Bartu, dalla moglie e dal figlio Beneswar, e anche da altre nove famiglie della zona, rappresentava un insulto e un tradimento per i compaesani, che adorano gli alberi e seguono l’antichissimo culto di “Sarna” che prevede anche il sacrificio di animali.     Continue reading

Come dire addio a qualcuno quando il cuore non vuole abbandonarlo?

Non ci sono ricette per momenti come questi, bisogna solo lasciare che l’amore trovi la sua strada

Ci prepariamo per quasi ogni cosa, nella vita. Frequentiamo le migliori università per ottenere i titoli professionali più blasonati. Ma per l’unica cosa che sicuramente sperimenteremo tutti – la morte – non ci prepariamo. Né per affrontare la propria morte né quella di una persona cara. Ma esiste davvero qualcosa come una “preparazione” alla morte?

A mio parere, sì e no. Sì, quando si vive in chiave dell’eternità, cioè con gli occhi puntati sulla vita eterna in cielo. Il giorno in cui incontreremo Dio, faccia a faccia, è la più bella speranza per cui vivere.

E allora come prepararti a dare l’addio alla persona che ami? Anche lui sta vivendo un profondo distacco, sapendo che tutto l’amore appartenga ormai al passato, e mostrando gratitudine per il tempo condiviso. Naturalmente, questo concetto viene compreso nella testa, ma non nel cuore. Ecco perché fa così male dire addio.     Continue reading

Ogni vita è dono

Figlio mio, ti vidi appena nato con la lingua penzoloni.
La diagnosi fu pesante come un macigno.
Al Signore dissi: “Tu dai e tu togli. Riprendilo ora. E’ inutile la sua vita”.
Perdonami, figlio mio. Tu sei come tutti, con problemi solo diversi.
Quando dicesti: “Mamma”, piansi di gioia, anche se avevi tre anni.
Ai tuoi primi passi aprii le braccia felice, anche se eri grandino.      Continue reading

L’unica parola pronunciata da questo prete 22enne nel momento in cui ha incontrato il martirio

Dario Acosta Zurita fu prete per soli tre mesi, prima di essere assassinato dai soldati messicani
L’unica parola pronunciata da questo prete 22enne nel momento in cui ha incontrato il martirio.

La tremenda guerra cristera è stata considerata ufficialmente conclusa nel 1929. Ma questo non ha segnato la fine della tortura, dell’omicidio e del martirio dei cattolici – religiosi e laici – del Messico. Quanto segue è accaduto nel luglio del 1931. Ma prima di tutto un po’ di contesto.    Continue reading

Il giorno in cui i cani poliziotto individuarono Qualcuno vivo nel tabernacolo 20 anni fa, durante la visita apostolica di San Giovanni Paolo II negli USA

Il sito www.americaneedsfatima.org ha diffuso quest’anno il resoconto di un evento registrato l’ultimo giorno della visita apostolica di papa San Giovanni Paolo II negli Stati Uniti nel 1995.

Il resoconto è stato presentato da padre Albert J. Byrne in un articolo intitolato Nature’s Evidence of the Real Presence (Una prova naturale della Presenza Reale) a proposito di Gesù Cristo presente e vivo in Carne, Sangue, Anima e Divinità nell’Eucaristia.     Continue reading

È Natale, un annuncio è stato recapitato nella giungla della vita

Esistono luoghi dell’orbe terracqueo dove professare il proprio credo significa subire angherie, torture, morte. Le statistiche ci dicono che, oggi, Anno Domini 2016, il cristianesimo è la religione più perseguitata al mondo. Ci sono situazioni – pensiamo all’Iraq o alla Siria, alla povera Asia Bibi al suo ottavo Natale in carcere – di cui, bene o male, più male che bene, i grandi media occidentali, pur a singhiozzo, trattano. Ve ne sono centinaia d’altre di cui non parla nessuno.     Continue reading