IV Domenica di Pasqua: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.”

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
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In quel tempo, Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”
Le mie pecore ascoltano la mia voce. In questa immagine ci siamo noi cristiani, anche i ministri della Chiesa, anche i religiosi che dovrebbero ascoltare la voce di Gesù che risuona nel Vangelo. Ma siamo sicuri di ascoltare questa voce che ci chiama, ci interpella sul nostro modo di pensare, di agire, di porci nei confronti degli altri.
Forse non sempre ascoltiamo il Signore che ci parla. Proviamo a pensare in una settimana a quanto prendiamo in mano il Vangelo e ne sfogliamo una pagina. Ancora quanto tempo diamo alla preghiera, che non è solo riempire il Signore con le mie parole, ma mettersi in ascolto di quello che Lui ci vuole dire. Del modo in cui orientiamo le nostre scelte secondo quella logica di donazione e servizio che il Signore stesso ha vissuto e ci ha lasciato come comandamento.
Come siamo aperti alla novità del Vangelo? Certo vivere la novità del Vangelo non è scontato. Spesso noi prendiamo quello che del Vangelo ci aggrada e tralasciamo quello che è più impegnativo. Pensiamo solo al discorso sul perdono quando Gesù viene interpellato e ci dice che dobbiamo perdonare sempre. Magari anche quando un nostro collega sul luogo del lavoro ci fa lo sgambetto per passarci davanti, oppure quando qualcuno va in giro sparlando di noi. Perdonare diventa difficile, la prima reazione sarebbe quella dell’occhio per occhio dente per dente. Ci vuole davvero una forza più grande che non deriva dalle nostre capacità umane.
Ma il Signore ci conosce e … “nessuno ci strapperà dalla sua mano”. Continue reading

RUSSIA-UE La guerra del gas è iniziata e la pagheremo tutti

 

La Russia ha interrotto le forniture di gas a Polonia e Bulgaria che rifiutano di pagare in rubli. Mosca è pronta a tagliare il gas anche agli altri Paesi che faranno la stessa scelta. Intanto il gas russo continua ad arrivare agli altri Paesi europei. La Commissione avverte che, senza un approccio più strategico, sarebbe crisi senza precedenti.

La guerra del gas la pagheremo tutti. Era assolutamente prevedibile e ampliamente annunciato che la guerra in Ucraina, oltre ai morti e feriti che si contano in quel paese dal 2014 ad oggi, si passasse alla fine del libero mercato con le sanzioni e confische dei Paesi occidentali e, cosa accaduta ieri, alla guerra del gas, con il taglio delle forniture ai primi due Paesi che si sono chiaramente rifiutati di pagare le forniture in rubli del gas russo, Polonia e Bulgaria.

La guerra in corso è anche una guerra della ‘moneta’ di scambio (e valore di riferimento unico) internazionale, nella quale la tirannia assoluta del dollaro Usa cesserà di essere tale. Il Presidente russo Valdimir Putin, dal 23 marzo scorso aveva annunciato la richiesta del suo Paese di vedersi pagare il gas fornito ai Paesi ‘non amichevoli’, tra cui tutti coloro che sanzionavano Mosca, in moneta nazionale russa. Lo aveva fatto anche per sostenere il valore del proprio conio nazionale, a fronte di una prevedibile speculazione e saccheggio che la stava portando alla ‘carta straccia’. Tutti sapevamo che la Russia avrebbe preteso questi pagamenti in moneta nazionale e minacciato i riottosi del taglio delle proprie forniture. Tra l’altro, la Russia ha giù sottoscritto contratti miliardari con India, Cina, Pakistan e diversi altri giganti globali con la clausola di pagamenti in monete nazionali. Continue reading

Riflessione per il venerdì Santo

Allora come tutti i morenti, cominciò a ripensare la sua vita. Tutta la sua vita a Nazareth
Si rivedeva nel corso della sua esistenza.
E si chiedeva come aveva potuto farsi tanti nemici?
Era una follia. Come era riuscito a farsi tanti nemici?
Era una follia. Era una sfida …
Era la grande festa della salvezza del mondo.

Quelli della città, quelli dei sobborghi, quelli delle campagne. Continue reading

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE 2021

 

Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzareth e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Questa Domenica ci porta a riflettere, attraverso Gesù a quello che dovrebbe essere una cosa che coinvolge ogni bambino, ogni uomo e donna. Che è l’esperienza della famiglia. Padre, madre, figlio/a.  Questa cellula base della società a parole così valorizzata, ma nei fatti, spesso non sostenuta da interventi di sostegno adeguati. Una famiglia così umana, come quella di cui ci narra il Vangelo, alle prese con un figlio che pur rimanendo a loro sottomesso ci rammenta una realtà più grande a cui tutte le famiglie devono guardare. “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Così anche noi ci occupiamo delle cose di Dio? Sia a livello di singoli che come famiglia? È bello quando in chiesa si vedono famiglie, papà, mamme assieme ai loro bimbi e il nostro cuore si riempie di gioia. Il nostro cuore si vela di tristezza quando vediamo solo i bimbi senza avere accanto i loro genitori. Poi crescendo i figli faranno le loro scelte che potranno anche non essere in sintonia con le attese che avevamo, ma non per questo loro cessano di essere nostri figli e noi genitori. Continue reading

COMUNISMO CINESE Repressione nello Xinjiang. I documenti che inchiodano Xi – sulla libertà religiosa

La persecuzione di un popolo musulmano di cui si parla meno è, paradossalmente, quella più grave, per intensità e numeri. Stiamo parlando della repressione del popolo degli uiguri, prevalentemente musulmano, da parte della Repubblica Popolare Cinese. Nuovi documenti inediti provano la responsabilità di Stefano Magni

La persecuzione di un popolo musulmano di cui si parla meno è, paradossalmente, quella più grave, per intensità e numeri. Stiamo parlando della repressione sistematica del popolo degli uiguri, prevalentemente musulmano, da parte della Repubblica Popolare Cinese. Nuovi documenti inediti, approdati a Londra in settembre e ora di pubblico dominio, rivelano quanto le massime cariche di Pechino siano direttamente responsabili di quanto sta accadendo nella Regione autonoma dello Xinjiang, il territorio della Cina occidentale (ex Turkestan) abitato da una maggioranza uigura.

La serie di documenti è giunta, nel settembre del 2021, nelle mani del Tribunale Uiguro, con sede a Londra, consegnata da una persona coperta dall’anonimato. È ancora misteriosa l’origine di questi files e come siano usciti dalle strutture del Partito Comunista Cinese. Gli stessi documenti erano stati pubblicati in parte dal New York Times nel 2019. Gli “Xinjiang Papers” come sono stati ora chiamati, sono stati consegnati a tre accademici, considerati i massimi esperti in materia, per verificarne l’autenticità: Adrian Zenz, David Tobin and James Millward. Solo dopo un lungo controllo, la Bbc ha deciso di divulgarne il contenuto. Continue reading

DOPO DRAGHI ANCHE MATTARELLA ISTIGA ALL’ODIO CONTRO I NON VACCINATI Dopo il famoso ”Non ti vaccini, ti ammali, muori” del premier, il presidente della repubblica addita il non vaccinato come il nemico da combattere (grazie presidente, ci ha tolto ogni residuo dubbio, ora siamo sicuri di essere nel giusto)

Il discorso del Presidente Mattarella all’università di Pavia di domenica 5 settembre inquieta, sia per le cose inesatte che ha espresso, sia perché ha fatta propria fin nei minimi termini la versione che il potere ha deciso di diffondere sulla vaccinazione, sia infine per la violenza discriminatoria di cui ha fatto oggetto i cittadini che – responsabilmente, prudenzialmente, coscientemente – decidono di non farsi vaccinare.
Più il potere si irrigidisce in forme autoritarie e autoreferenziali e più ha bisogno di individuare un nemico. Letterariamente George Orwell ci ha parlato dei “Due Minuti dell’Odio” che il regime politico in cui viveva il protagonista del romando “1984” imponeva a tutti i cittadini. Lo storico Ernst Nolte ci ha a sua volta insegnato che ogni regime autoritario deve creare una “attribuzione collettiva di colpa” come quella del Terrore parigino contro gli “accaparratori” o quello nazista contro gli ebrei. L’espressione sta a significare una colpa non perché si sia fatto o omesso qualcosa ma semplicemente perché si è qualcosa o qualcuno che il potere ha individuato come non avente diritto ad esistere. Ma il più esperto di Leviatani è senz’altro Thomas Hobbes, il quale ha spietatamente detto che “Lo Stato conserva nei confronti di chi dissente il proprio diritto originario, cioè il diritto di guerra, come nei confronti di un nemico”. Continue reading

XXVII Domenica tempo ordinario B – Relazione …

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

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Se dovessi mettere un titolo alla liturgia della parola di questa Domenica metterei la parola Relazione….
La prima lettura ci presenta la relazione dell’uomo con l’universo : “Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.”

Questo ci dice, nonostante quello che è accaduto e sta accadendo ancora oggi che l’uomo è fatto per la socialità, per la relazione non per essere isolato, chiuso e che l’uomo, per sua natura, è un essere sociale in relazione. In relazione con il mondo con le altre creature alle quali impone un nome. Dare il nome a qualcuno significa creare un legame ed essere in profonda relazione con lui.

Vi è, però, qualcosa di più. La relazione con le altre creature, con il creato in tutta la sua bellezza e la sua grandezza sembra non bastare: “l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse”. Ecco allora: “Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.”

In questo sonno viene creata la donna, a cui l’uomo non assiste. Questo avviene perché l’uomo possa realizzare in pienezza il suo sogno di comunione e di relazione scoprendo in chi è altro da sé, ma che gli è simile, una persona che va incontro all’ altro, con cui tesse legami in un dialogo di armonia e di vita condivisa. Continue reading

La promessa – una storia d’amore

 

Un professore sognava di diventare rettore dell’ Università in cui insegnava da molti anni. Per questo studiava giorno e notte, si preparava, teneva conferenze e pubblicava libri.
Un giorno, finalmente, realizzò il suo sogno. Gli arrivò la nomina a rettore. Prese possesso del suo ufficio e incominciò con decisione il suo compito. giornali e studenti avevano accolto con favore la sua nomina. Ma dopo pochi mesi, fra lo stupore di tutti, diede le dimissioni. Il motivo era semplice: si era dimesso dalla carica di rettore per potersi dedicare a tempo pieno a sua moglie. Sua moglie aveva cominciato a mostrare sintomi del morbo di Alzheimer. La malattia avanzava velocemente e nel giro di pochi mesi le conseguenze furono drammatiche: non solo sua moglie non ricordava più nulla di tutti quegli anni che avevano trascorso insieme, ma non era neppure in grado di riconoscerlo. Non si rendeva  più conto che era suo marito.
Praticamente tutti gli dissero che questa sua decisione non aveva senso. Chiunque avrebbe potuto prendersi cura della sua povera moglie, che tra l’altro non lo riconosceva nemmeno quando entrava in camera sua per aiutarla, mentre non tutti potevano ricoprire la carica di rettore per cui tanto aveva sacrificato e lottato.
Lui rispondeva semplicemente: “E’ vero, mia moglie non sa più chi sono io. Ma io so chi è lei, e in lei riconosco sempre la donna meravigliosa che ho sposato tanti anni fa. C’è soltanto una cosa più importante di una chiamata, ed è una promessa. Ed io promesso di rimanere al suo fianco “finche morte non ci separi”.

da  “è di notte che si vedono le stelle”
Bruno Ferrero

Schema di Preghiera per chi a causa del corona virus non può partecipare all’ Eucaristia. III Domenica di Quaresima ciclo A

Preghiera

Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
tu ci hai proposto a rimedio del peccato
il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna;
guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
ci sollevi la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

In ascolto della Parola

Es 17,3-7
Dacci acqua da bere.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?».

Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».

Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà».

Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».

Parola di Dio
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