Bimbi usati per sperimentazioni e per riti satanici

Ci sono i bambini al centro di diversi fatti di cronaca, succedutisi nei giorni scorsi. Fatti non sempre lieti, purtroppo.

Ma procediamo con ordine e partiamo dalle buone notizie, che giungono dall’Argentina: qui un gruppo di deputati, guidati da Francisco Sánchez, ha presentato un progetto di legge, che, se approvato, consentirebbe l’obiezione di coscienza fiscale a quanti siano contrari all’aborto per ragioni morali, etiche, religiose o scientifiche. In sostanza, la pratica abortiva attingerebbe le risorse necessarie d’ora in poi da un apposito fondo, senza più utilizzare voci di bilancio o sovvenzioni dalla Tesoreria nazionale. Il contribuente potrebbe a questo punto chiedere espressamente che i soldi versati in tasse non vadano ad alimentare tale fondo, evitando di partecipare col proprio denaro all’uccisione dei bambini in grembo. Tale testo, per molti versi innovativo, potrebbe fungere da apripista ed introdurre così la possibilità dell’obiezione fiscale all’aborto anche nelle legislazioni di altri Paesi.

Ma, per qualche luce che si accende, nuove tenebre si addensano: il Congresso degli Stati Uniti ha chiesto di eliminare le restrizioni agli esperimenti sugli embrioni umani. Finora il 14mo giorno di sviluppo rappresentava una sorta di limite, poiché è stato accertato che, oltre tale periodo, inizia a formarsi il sistema nervoso del feto. Ora la richiesta giunta all’attenzione dell’organo legislativo del governo americano punta invece ad abbattere anche quest’ultima barriera etica. Pressioni in tal senso sono giunte con l’uscita, lo scorso 16 maggio, della nuova guida messa a punto dall’ISSCR-Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali, guida che sollecita a proposito delle sperimentazioni sugli embrioni umani un «ampio sostegno pubblico» e che chiede il via libera anche alla creazione di embrioni «chimera» da cellule umane ed animali. Continue reading

ORIZZONTI RISTRETTI Dalla chiesa orizzontale? Si salvi, così, chi può

I pastori ci hanno stretto dentro un recinto asfittico troppo materiale, in cui si trovano solo migranti, disoccupati e poveri. Ci dicono che il cristiano autentico è quello che non usa spesso il condizionatore d’estate, che paga le tasse e si vaccina. Hanno sostituito la carità con la solidarietà, la giustizia con il pietismo. Il fine della nostra vita ha così il sapore di un’amara fine. Ma possiamo salvarci costruendo arche di Noè dove imbarcare chi vuole vivere per l’Eternità.

La Chiesa non ci parla più delle cose ultime. Salvezza, eternità di Dio, destino ultimo della nostra anima, senso della vita sono ormai diventati il Gronchi rosa del cattolicesimo.

I pastori, più preoccupati dell’immunità di gregge che della salvezza del gregge, ci hanno ormai stretto dentro un recinto asfittico tanto, troppo materiale, in cui si trovano solo migranti, disoccupati e poveri. E riguardo a questi ultimi è una vita senza trascendenza che ci fa davvero poveri dentro. Noi siamo già fatti di polvere e ci vogliono pure piegare ad una vita polverosa, volgare, lontana dalla nobiltà dell’eroico quotidiano. Il loro orizzonte è quello della Madre Terra da salvare, non quello infinito delle anime da salvare. Continue reading

Un nano atomo distrugge il ddZan

Tema del momento, ddlzan.

  1. mami, cucciolo ha mamma cane ma non ha papà cane..
  2. ok, ma c’è papà puma per loro.
  3. ma no mami!!! Serve papà cane per mamma cane e cucciolo. E poi dobbiamo prendere mamma puma e cucciolo puma per papà puma!!!! MAMMA, È OVVIO!!!!!!

……G, 3 anni, piccola, NON STUPIDA. Lei e tutti gli altri. Suoi compagni.

Ma tranquilli, non è che non passa perché i bimbi non sono stupidi, ma perché come tutti i precedenti, le “armi di distrazione di massa” servono solo a distrarre le masse, mica a fare qualcosa di concreto.

(Peraltro ucciso in un nanoatomo da un treenne…)

Peace and love

F.P.

“Un’inchiesta pone domande sulla morte cerebrale”

Benedetta Frigerio nell’articolo seguente dimostra come la morte cerebrale venga smentita dai fatti. Non si può definire defunta una persona con il cuore battente, nonostante abbia l’encefalogramma piatto.

Ecco l’articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l’11 aprile 2021:
Dopo la morte di Charlie Gard e di Alfie Evans la prassi del sistema sanitario inglese non è più indiscussa come un tempo. A provarlo sono fatti simili ormai discussi dalla stampa e, ora, il Daily Mail che in sua recente un’inchiesta ha scritto: “Durante i casi di spicco dei bambini Charlie Gard e Alfie Evans – i cui genitori, rispettivamente nel 2017 e nel 2018, hanno combattuto senza successo contro i medici per cercare di ottenere delle terapie sperimentali – il dibattito sulle cure di fine vita si è evoluto”.

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Il Canada apre la strada a poligamia e poliandria

C’è un giudice che in Canada ha legalizzato il poliamore. La vicenda è la seguente. Bill e Eliza hanno una relazione. In questa relazione, con il consenso sia di Bill che di Eliza, si inserisce anche Olivia, la quale diventa amante sia di lui che di lei. Poi Bill ed Eliza hanno un bambino di nome Clarke. Nella crescita del bambino si occupa anche Olivia la quale, tramite alcuni farmaci, riesce a produrre del latte e ad allattare Clarke.

I genitori di Clarke vorrebbero che anche Olivia fosse riconosciuta come genitore, tanto da figurare con questo titolo nel suo certificato di nascita. L’iter giudiziario per ottenere questo risultato approda infine presso l’Alta Corte della Columbia Britannica, una provincia canadese. Lunedì 26 aprile il giudice Sandra Wilkinson ha dato disco verde alla richiesta dei tre, precisando che in tal modo si andava a colmare una lacuna presente nella legge provinciale conosciuta come Family Act Law. Questa legge – e la precisazione è importante – già permette di riconoscere tre genitori nei casi di fecondazione artificiale eterologa. In questi casi i genitori sono la coppia richiedente e il «donatore» di sperma o ovociti. L’argomentazione logica, date queste premesse errate, non poteva che essere la seguente: se un «donatore» di gameti può diventare genitore, non si vede perché non può diventarlo anche un altro soggetto che ha soddisfatto degli oneri tipicamente genitoriali come quelli concernenti l’educazione del minore. Il giudice ha dichiarato: «Le prove indicano che il legislatore non aveva previsto la possibilità che un bambino potesse essere concepito attraverso un rapporto sessuale e avere più di due genitori. In parole povere, il legislatore non aveva contemplato la famiglia poliamorosa». Continue reading

IL CASO DEL GIORNO Un’arma di distrazione di massa chiamata Fedez

Il Paese è in ginocchio, impoverito dalla pandemia e in prigionia controllata, ma tranquilli: l’emergenza è il Ddl Zan. Così giornali e partiti si inventano il caso Fedez al concerto del Primo Maggio e lo trasformano in un caso di Stato. Un’arma di distrazione di massa per un popolo ormai avvezzo a tutto, un caso di falsa censura, che nasconde il vero bavaglio che si imporrà se verrà approvata la legge sull’omofobia: la libertà la pretende per se stesso, ma non la concederebbe agli altri. Ecco il vero volto dei difensori dei nuovi diritti. 

Per tutta la giornata di ieri la notizia del comizio di Fedez al concerto del Primo Maggio è stata in cima a tutti i siti Internet dei grandi giornali. E questo non può non essere un problema almeno per chi pensi di poter usare ancora la ragione. Gli stessi giornali e gli stessi politici che abilmente parlano di pandemia, e regolamentano da 13 mesi la nostra libertà, si sono presi una pausa strategica per distrarci un altro po’ facendo diventare un caso di Stato le esternazioni politiche del cantante, così cantante che il 1° maggio però, per fare notizia, ha usato l’ugola per parlare e non per cantare.

Un comizio becero e infantile contro la Lega a favore del Ddl Zan, infantile e pronunciato con la prepotenza di chi sa di potersi permettere, proprio perché ricco, famoso e dalla parte giusta, di infrangere le regole del dibattito e umiliare i pro life dipingendoli come nemici del popolo. Che cosa c’entra con il concerto che dovrebbe celebrare il lavoro e i lavoratori? Nulla.

C’entra però con il bisogno terribile della Sinistra di portare a casa testimonial gratis per la sua lotta politica che non è più quella dei diritti, ma quella della violenza libertaria e liberticida. E lo fa scegliendo simboli griffati e patinati della ricca, ricchissima Milano da bere, andando a pescare un rapper dismesso ormai campione del politicamente corretto che è così conformista da essere ormai dappertutto, così adatto a tutto e al contrario di tutto al punto da trattare allo stesso modo e con la stessa nonchalance l’eliminazione di Frank Matano da LOL e l’acquisto di scarpe customizzate con simboli satanici. Continue reading

PROFANAZIONE A PADOVA Vaccino in chiesa: falsa carità, vera idolatria

A Padova il vescovo acconsente senza batter ciglio alla richiesta di un medico di vaccinare in chiesa, contravvenendo alle stesse disposizioni della Cei. Non c’erano altri luoghi? «Sì, ma io frequento quella parrocchia», dice il medico alla Bussola. Una falsa carità che svela come ormai il vaccino sia un idolo di fronte a cui inginocchiarsi.

Quando il vaccino chiama tutti si mettono sull’attenti. Un esempio di come la campagna vaccinale rappresenti ormai una priorità su tutto e tutti ci arriva da Padova dove il parroco della chiesa di San Paolo ha messo a disposizione la chiesa per effettuare gli inoculi. “Vaccino in chiesa”, titolano entusiasti i giornali locali. Non è la prima volta che accade, ma è la continuazione di quella che ormai sta diventando un’abitudine che calpesta il sacro ed eleva il siero a nuovo idolo di fronte al quale tutto si deve fermare e tutto si deve regolare senza neppure interrogarsi.

Siamo nel quartiere Sant’Osvaldo di Padova. È qui che il parroco don Paolo Rizzato ha ricevuto la richiesta di un medico di medicina generale di poter utilizzare la chiesa per effettuare le vaccinazioni dei suoi pazienti. Il sacerdote, ben contento della richiesta e per nulla dubbioso circa l’inopportunità della cosa, oltre che la sua legittimità secondo le norme canoniche, ha sottoposto il quesito al vescovo patavino Claudio Cipolla e in men che non si dica, la dottoressa ha ottenuto il placet di poter vaccinare i suoi pazienti dentro il tempio. Appuntamento per questa mattina, tra le due messe del giorno.

Problemi? Neanche uno, stando a quanto riferisce Daniela Toderini alla Bussola. Tutto avviene sull’onda della vaccinocrazia che come un rullo compressore schiaccia tutto, figuriamoci le perplessità. Continue reading

MALIKA: L’OMOFOBIA NON C’ENTRA, IL VERO PROBLEMA E’ L’ISLAM Giornali e televisione usano questo caso per promuovere il ddl Zan, ma così si discriminano le altre donne islamiche vittime in Italia di violenze in famiglia

Da diversi giorni si parla molto di Malika Chalhy, la 22enne di Castelfiorentino (comune nelle vicinanze di Firenze) cacciata di casa dopo aver rivelato di avere una relazione omosessuale. Un caso che capita a proposito per spingere la causa del ddl Zan sull’omofobia, che dovrebbe essere discusso in Senato dopo essere già stato approvato alla Camera. Il caso, all’apparenza, è perfetto: una giovane che confessa un amore lesbico, discriminata e ripudiata dalla propria famiglia, minacciata di violenza, cacciata in strada. Ecco dimostrato che ci vuole la legge Zan. Uno schema classico: il caso pietoso che assurge a emergenza nazionale, la legge già pronta per mettere fine all’ingiustizia.
Senonché per far funzionare lo schema bisogna nascondere una parte della realtà. Non solo riguardo al ddl Zan che, come abbiamo detto molte volte, non c’entra affatto con la tutela delle persone omosessuali da atti di violenza e ingiusta discriminazione: per questo c’è già la legge italiana attualmente in vigore che, punendo i vari atti di violenza contro ogni persona, prevede l’aggravante per motivi futili e abietti, usata anche nel caso di motivi legati alle preferenze sessuali. Il ddl Zan invece ha lo scopo di punire chiunque non approvi l’ideologia Lgbtq… (e chi più ne ha, più ne metta).
No, la parte di realtà nascosta riguarda proprio il cuore del caso Malika, un fatto che da solo smonta tutto il castello che intorno alla vicenda è stato costruito per promuovere il ddl Zan. Lasciamo stare anche il fatto che il fratello di Malika racconti tutt’altra versione dei fatti, e diamo pure per buona la versione della ragazza. Continue reading

Quando la Chiesa sceglie Giuda

Dietro la scrivania dello studio personale di papa Francesco sono posti una fotografia, che ritrae un capitello della basilica romanica di Santa Maria Maddalena a Vézelay, in Borgogna, dove, secondo una certa interpretazione, il Buon Pastore porterebbe sulle spalle il suicidato Giuda, e un dipinto donatogli da un francese, il quale, dopo aver letto il libro di Bergoglio, Quando pregate dite Padre Nostro (2018), ha deciso di raffigurare Gesù nudo che abbraccia e accarezza il viso di Giuda morto, disteso atterra e ricoperto da un panno rosso, colore richiamante il sangue di Cristo. Questo dipinto è stato pubblicato in prima pagina il 1° aprile scorso, Giovedì Santo, dall’Osservatore Romano, con il titolo Giuda e lo scandalo della misericordia. La Tradizione della Chiesa ha sempre spiegato che Giuda, con il suo disperato atto finale, non si è salvato, perché non ha creduto nella possibilità del perdono divino e della relativa salvezza attraverso lo scandalo della Croce.

San Paolo non parla di scandalo della misericordia, ma della Croce, solo attraverso la quale ci si può convertire, si può cambiare vita, rinascere nello Spirito e, dunque, arrivare alla misericordia di Dio: «La parola della Croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio… è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani» (1 Cor 1,18-23). Dal Concilio Vaticano II in poi il peccato è diventato non strumento di Satana, ma una chance.

Quando la Chiesa di Roma sceglie Giuda per dire che Cristo non si è preso i nostri peccati sulla Croce, ma è si è «fatto peccato» per salvare tutti, indistintamente, significa che si è davvero luteranizzata. Le pagine dei Padri della Chiesa sono ricche di rimandi alla sorte definitiva di Giuda, già annunciata nel Vangelo. È Cristo stesso che giudica: «Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto» (Mt 26, 24-25). Continue reading

Cos’è la felicità?

Felicità, parola affascinante e misteriosa, che accompagna, assieme alla sua ricerca la storia dell’uomo.

Penso che la sua definizione sia molto soggettiva, ma non può essere banalizzata perché è cio a cui più aspira il cuore umano.

 Aristotele e la felicità metafisica

Per Aristotele, il più importante tra i filosofi metafisici, la felicità è la massima aspirazione di tutti gli esseri umani. Il modo per raggiungerla, secondo il suo punto di vista, è la virtù. Vale a dire che se si coltivano le virtù più elevate, si raggiungerà la felicità.

Più che uno stato concreto, Aristotele ritiene che si tratti di uno stile di vita. La caratteristica di questo stile di vita è quella di allenare e potenziare le migliori qualità che ogni essere umano possiede.

 

Epicuro e la felicità edonista

Epicuro era un filosofo greco in grande contraddizione con i metafisici. Il filosofo greco, infatti, non credeva che la felicità provenisse solamente dal mondo spirituale, ma che avesse a che vedere anche la dimensione terrena.

Di fatto, fondò la “Scuola della felicità” e giunse a conclusioni molto interessanti.

Postulò il principio secondo cui l’equilibrio e la temperanza danno luogo alla felicità. Questo concetto è racchiuso in una delle sue famose citazioni: “Niente è sufficiente per chi il sufficiente è poco”

Pensava che l’amore avesse poco a che vedere con la felicità, invece l’amicizia sì. Inoltre, era convinto del fatto che non si deve lavorare per ottenere beni, ma che bisogna farlo per amore di ciò che si fa.

 

Nietzsche e la critica della felicità

Nietzsche oppone il concetto di “benessere” a quello di felicità. Benessere vuol dire “stare bene”, grazie a circostanze favorevoli o alla buona fortuna. Tuttavia, si tratta di una condizione effimera che in qualsiasi momento può terminare. Il benessere è come uno “stato ideale di pigrizia”, cioè senza preoccupazioni, senza sussulti.

La felicità, invece, è forza vitale, uno spirito che lotta contro qualunque ostacolo che limiti la libertà e l’affermazione di sé.

Essere felici, allora, significa essere capaci di provare forza vitale attraverso il superamento delle avversità e la creazione di modelli di vita originali.

 

José Ortega y Gasset e la felicità come confluenza

Secondo Ortega y Gasset, si raggiunge la felicità quando la “vita proiettata” e la “vita effettiva” coincidono, cioè quando c’è una corrispondenza tra ciò che desideriamo essere e ciò che siamo in realtà.

Questo filosofo afferma:

“Se ci chiediamo in cosa consista lo stato ideale spirituale denominato felicità, troveremo facilmente una prima risposta: la felicità è trovare qualcosa che ci soddisfi pienamente.

Questa risposta, però, non fa altro che spingerci a chiederci che cosa sia questo stato soggettivo di piena soddisfazione. Ci chiederemo anche quali condizioni obiettive debba avere qualcosa per riuscire a soddisfarci“.

Così, tutti gli esseri umani hanno la potenzialità e il desiderio di essere felici. Questo significa che ciascuno di noi definisce quali realtà possono portarlo alla felicità. Se riusciamo a costruire queste realtà, allora saremo felici.

 

Slavoj Zizek e la felicità come paradosso

Questo filosofo ritiene che la felicità sia una questione di opinione e non di verità. La considera il prodotto di valori capitalistici, che in modo implicito promettono la soddisfazione eterna attraverso il consumo.

Tuttavia, negli esseri umani regna l’insoddisfazione, perché in realtà non sanno cosa desiderano.

Chiunque creda che avere o ottenere qualcosa (comprare una cosa, cambiare status, etc.) possa portare alla felicità, in realtà, inconsapevolmente, vuole raggiungere qualcos’altro e per questo si ritrova sempre insoddisfatto.

Secondo Slavoj Zizek, “il problema è che non sappiamo ciò che vogliamo davvero. Quello che ci rende felice è non avere quello che vogliamo, ma sognarlo”.

 

In psicologia

l’uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità . Quest’ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta. ( questo è solo un accenno)

Ma chi sono le persone felici? Gli studi che hanno cercato di rispondere a questa domanda evidenziano come la felicità non dipenda tanto da variabili anagrafiche come l’età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità quali ad esempio estroversione, fiducia in se stessi, sensazione di controllo sulla propria persona e il proprio futuro.

 

Un’ altra definizione

 

La felicità è l’integrale dello stato emotivo rispetto al tempo.

 

Per chi non ha presente il concetto matematico di integrale, si può dire in maniera più semplice che la felicità è la somma di tutti gli attimi della nostra vita valutati rispetto alle emozioni che noi proviamo; quanto più tale somma è positiva quanto più la nostra vita è felice.

Alcuni detti

 

 

“A rendere felici non è l’amare, ma l’essereamati.”

MICHELE SCIRPOLI

 

“Bimbo mi chiedi cos’è l’amore? Cresci e lo saprai. Bimbo mi chiedi cos’è la felicità? Rimani bimbo e lo vedrai…”

JIM MORRISON

 

“Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.”

KHALIL GIBRAN

 

“Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice.”

ANNA FRANK

 

“Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.”

 

“La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.”

ALDA MERINI

 

“Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.”

SERGIO BAMBARÉN

 

Queste sono alcune, volutamente non ho messo definizione pronunciate da esponenti religiosi, e si potrebbe continuare.