Buoni Samaritani … esistono! ( Lc 10,25-37)

 

Un ragazzino alto come un soldo di cacio stava rincasando velocemente per la via centrale del paese. Era contento aveva giocato una di quelle partite a pallone memorabili, coronato da un fantastico goal. Abbracciando i compagni di squadra troppo felici gli era caduto lo sguardo su un gruppo di avversari che già lo guardavano storto. Il volto cupo minacciava la solita frase: “ Ti aspetto fuori”. D’ altronde, perdere la finale per un goal di scarto, segnato da un mingherlino …
Infatti, da una delle vie laterali, improvvisi erano sbucati i rivali: erano quattro o cinque, e sembravano più robusti di sempre. “Ora facciamo i conti”, minacciavano. “ Questa non ce la dovevi proprio fare. E dire che ti avevano avvertito”!
Qualche spintone, pochi calci ben assestati e il nostro amico era caduto lungo il bordo della strada. La gamba dolorante lo costringeva per terra, mentre i ragazzi scomparivano nel buio della sera, ridacchiando per la bravata.
Pochi attimi passava giusto di lì, per caso, un assessore del comune. Stava raggiungendo una delle solite riunioni ed era già in ritardo di mezz’ora. Non che non volesse – per carità-, ma non poteva proprio fermarsi. Stava per chiedere un contributo per l’ assistenza sociale che avrebbe fatto tanto bene alla gente del paese!
Subito dopo fu la volta di un gruppo di adolescenti dell’ oratorio. Ma erano troppo indaffarati nel ridere e nello scherzare per accorgersi che un ragazzo si stava rialzando a fatica, sporco di fango.
Intanto dal bar vicino stavano uscendo un paio di giovani “poco raccomandabili”. Avevano visto che il ragazzi zoppicava e, pur senza conoscerlo si fecero avanti.
“Che t’è successo? Ce la fai?”. A spizzichi e a bocconi narrò la sua avventura.
“Beh noi non possiamo fare molto; se li conciassimo per le feste potrebbero vendicarti con te. Però non preoccuparti”. E, rivolo all’ altro: “ Quello che ho visto scappare più in fretta doveva essere tuo cugino, no? Sarà bene che gli insegniamo un po’ di educazione!”
“ Se non hai il cellulare per chiamare casa, puoi farlo col mio “ disse l’ altro.
“Grazie, ma in questo momento i miei non ci sono …”
“Ok”, continuò, “allora ti accompagniamo a casa noi. Vorrai mica tornare a piedi conciato così”.
E con una manata affettuosa tra i capelli arruffati quegli sconosciuti “salvatori” gli restituirono la gioia perdita.
Un giorno anche lui ricordandosi l’ episodio, avrebbe fatto lo stesso!

(S. Messina- P. Raimondo: Suo Padre uscì a supplicarlo, commento ai vangeli dell’ anno C – XV Domenica)

Leggi Lc 10,25-37
“…«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, …”

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