BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI *

Premesse
1058.
Molti animali, per disposizione della stessa provvidenza del Creatore, partecipano in qualche modo alla vita degli uomini, perché prestano loro aiuto nel lavoro o somministrano il cibo o servono di sollievo. Nulla quindi impedisce che in determinate occasioni, per es. nella festa di un santo, si conservi la consuetudine di invocare su di essi la benedizione di Dio.
1059.
Il rito qui proposto può essere usato dal sacerdote e dal diacono, o anche da un laico con i gesti e le formule per esso predisposti.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.
SALUTO
1063.
Il ministro, se sacerdote o diacono, saluta i presenti con le seguenti parole o altre adatte, tratte di preferenza dalla Sacra Scrittura:
Dio, mirabile in tutte le sue opere,
sia con voi.

R. E con il tuo spirito.
o in un altro modo adatto.
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1064. Se il ministro è un laico, saluta i presenti dicendo:
Lodiamo il Signore Dio nostro,
che ha fatto con sapienza tutte le cose.

R. Amen.
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MONIZIONE INTRODUTTIVA

1065. Il ministro, o un’altra persona idonea, introduce il rito benedizione con queste parole o altre simili:

Nel disegno di Dio Creatore, anche gli animali che popolano il cielo, la terra e il mare, partecipano alla vicenda umana. La provvidenza che abbraccia tutta la scala degli esseri viventi, si avvale di questi preziosi e fedeli amici dell’uomo e della loro immagine per significare i doni della salvezza. Salvati dalle acque del diluvio per mezzo dell’arca, partecipano in qualche modo al patto di alleanza con Noè (Gn 9, 9-10); l’agnello richiama l’immolazione pasquale e la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto (Es 12,3-14); un grande pesce salva Giona dal naufragio (Gio 9,9-10); i corvi nutrono il profeta Elia (1 Re 17,6); gli animali, con gli uomini sono coinvolti nella penitenza di Ninive (Gio 3, 7) e con tutto il creato rientrano nel piano dell’universale redenzione.
Invochiamo dunque la benedizione di Dio
[per intercessione di san N.] sopra queste creature e rendendo grazie al Creatore che le ha poste al nostro servizio, chiediamo di poter camminare sempre nella sua legge e di non venire mai meno alla nostra dignità umana e cristiana.

 Ascoltate la parola di Dio dal libro della Genesi

Il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo, e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche.

 Preghiamo.

* Segue la preghiera del Signore.
Padre nostro.

 PREGHIERA DI BENEDIZIONE

1073. Il ministro, con le braccia allargate se sacerdote o diacono con le mani giunte se laico, pronuncia la preghiera di benedizione.

O Dio, fonte di ogni bene,
che negli animali ci hai dato un segno della tua provvidenza
e un aiuto nella fatica quotidiana, 

[per intercessione di san N.]
fa’ che sappiamo servirci saggiamente di essi,
riconoscendo la dignità e il limite
della nostra condizione umana.

Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

1074. Oppure:

O Dio, che tutto hai disposto con meravigliosa sapienza 

e all’uomo fatto a tua immagine 

hai conferito il dominio su tutte le creature, 

stendi la tua mano  

 

perché questi animali ci siano di aiuto

e sollievo nelle nostre necessità,

e fa’ che in un armonioso rapporto con la creazione, 

impariamo a servire e amare te sopra ogni cosa.

Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

1075. Quindi il ministro, se lo ritiene opportuno, asperge persone e animali con l’acqua benedetta * dicendo queste parole o altre simili:

Ravviva in noi, o Padre,
nel segno di quest’acqua benedetta
l’adesione a Cristo,
primizia della creazione nuova
e fonte di ogni benedizione.


CONCLUSIONE

1076. Il ministro conclude il rito dicendo:

Dio, che ha creato gli animali della terra
come aiuto e sostegno nella nostra vita terrena,
ci protegga e ci custodisca sempre.

R. Amen.

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  • Dal rituale delle Benedizioni

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