Benedetto sia Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo … – II Domenica dopo Natale

Quando si va’ in montagna e, salendo in alto, dopo una bella camminata di alcune ore si arriva su, in cima, affaticati, ci si siede e si guarda il panorama, lo spettacolo che ci offre la natura: il cielo terso, pulito, può accadere agli animi più sensibili di mettersi a pensare e chiedersi, guardando: ma prima? Prima di tutto questo?

Oggi, l’ evangelista Giovanni con questo testo, risponde a questa domanda e ci rimanda ad un oltre che va ben al di là del sensibile, del materiale sono quelle due piccole parole con cui inizia: “ In principio …” È quel principio che va oltre
l’ inizio delle cose, oltre l’ inizio della creazione stessa, oltre l’ inizio del tempo e della storia.
Quel principio che non è il caos, che non è la materia, come afferma qualcuno, il caso e non è neppure il niente, ma che è Dio stesso. Tutto ha inizio da Dio che è amore, come dirà ancora l’Evangelista Giovanni. Da questo Dio/amore parte una benedizione di vita che scende per incontrarci e riempirci di tutti quei doni che sono necessari non solo per la nostra vita fisica, ma quei doni spirituali che ci sono necessari per poter accogliere e rispondere a questa benedizione!
“Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo…per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,” scrive Paolo ai cristiani di Efeso.

Forse noi, troppo presi dalle realtà mondane, al punto da rimanerne affogati non pensiamo mai a questo fatto  

straordinario, che ciascuno di noi è stato voluto, pensato e amato da Dio, ed è uscito “bello” dalle mani di Dio, di quella bellezza che non è l’ estetica. Certo poi tutto si può sciupare, abbruttire a causa del nostro peccato e di quello degli altri. È quel mistero del rifiuto legato alla libertà che Dio ha concesso al cuore dell’uomo. “Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.” Quanto sia vera questa realtà purtroppo lo sperimentiamo tutti:“Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi”.
Che oggi la luce della verità di Cristo sia rifiutata e si faccia ogni tentativo per cacciarla dalla vita delle persone è altrettanto evidente, basta essere attenti e ce ne possiamo rendere conto ogni giorno attraverso le notizie dei media. Sono quelle tenebre di cui ci parla ancora Giovanni, infondendo, però, in noi anche un grande messaggio di speranza in un panorama che non è esagerato, credo, definire di persecuzione: le tenebre non l’hanno vinta.

Dio viene, scende, vuole incontrarci, certamente in un modo un po’ inconsueto, strano, come quello del Natale, nella piccolezza, ma noi vogliamo incontrarlo? Qualcuno ha scritto Dio viene e l’uomo non c’è! Poniamoci seriamente questa domanda e non pensiamo che riguardi gli altri come spesso facciamo. Chiediamoci: Io ho questo desiderio di incontrarlo? Voglio lasciarmi illuminare da questa luce, voglio che la mia vita, i miei affetti, le mie relazioni siano illuminate guidate da questa luce? Il mio rapporto con i beni, le scelte che opero, oppure …?

Possiamo scegliere, ma consideriamo cosa perdiamo se non accettiamo di aprire le braccia e accogliere il Signore che viene per incontrarci e non in modo anonimo, ma personale: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,… ( Gv )…
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,( aggiunge Paolo).
E ancora Giovanni: “ In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini …”
La vita di cui parla Giovanni non è solo il dono della vita creaturale, ma si tratta della vita eterna, di quella vita in pienezza che tutti noi desideriamo, ma che può essere solo dono che viene da colui che è l’ autore della vita stessa. E ancora:“ la luce”, quella luce di cui abbiamo necessità per capire e per capirci, fra le tenebre che sembrano avvolgere il mondo. Vale la pena?

La luce di Cristo, la benedizione di Dio che scende è per tutti, nessuno è tagliato fuori. L’ anno santo della Misericordia che stiamo vivendo è un opportunità straordinaria per riprenderne consapevolezza. Regaliamoci dieci minuti al giorno, riprendiamo in mano questo testo di Giovanni e rileggiamolo, come i passi di un cammino spirituale di ritorno, di risposta.
Una risposta che poi deve realizzarsi visibilmente, nel modo in cui viviamo rispondendo lì a quel movimento discendente che è partito da Dio e che a Lui dobbiamo riportare. Ricordandoci che l’amore che ci ha mostrato Dio in Gesù è un amore che passa anche attraverso la sofferenza, attraverso la croce.

L’amore si dimostra in modi diversi! Uno è quello di fare dei doni a chi si ama! E Dio a noi dei doni ne ha fatti e ne continua a fare, a cominciare dal dono della vita, fino al dono più grande che è quello della sua venuta in Gesù, in cui mi ha manifestato tutta la sua tenerezza e benevolenza, nel rendermi nel Figlio, figlio di Dio! L’ amore per la persona amata si manifesta anche nella capacità di soffrire per chi si ama, è questo è un modo molto più impegnativo. A nessuno piace soffrire e tutti cerchiamo di evitare la sofferenza, ma con la sua venuta fra noi, con l’ incarnazione Dio ha fatto proprio questo e lo ha fatto perdonando. Arriva, infatti, il momento in cui dal donare bisogna passare al perdonare, non è più sufficiente dare qualcosa agli altri, ma occorre dare se stessi agli altri, questo ha fatto Cristo per noi!
Una santa, (  B.Angela da Foligno), ha scritto, esprimendosi con quel linguaggio tipico dei santi:
“ L’ incarnazione compie in noi due cose: la prima è che ci riempie d’ amore; la seconda è che ci rende certi della nostra salvezza”.

Il Vangelo che abbiamo ascoltato nella maternità di Maria, madre di Dio, ci diceva che Maria “custodiva”, cioè ne faceva memoria, tutte queste cose nel suo cuore, anche noi, aiutati dall’apostolo Giovanni facciamo memoria ogni giorno di questa grande realtà. Come Giovanni battista diamo anche noi una chiara testimonianza alla luce, alla vita, al dono di benedizione  che Dio ha portato con la sua venuta fra noi.
“E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.”

Soli Deo gloria, qydiacdon.

 

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