15 Agosto Assunzione di Maria in anima e corpo al cielo

In questa bella festa in cui celebriamo Maria Assunta in cielo, cioè vivente in tutta la sua realtà di persona umana per “sempre con Dio e in Dio”, la prima lettura tratta dall’Apocalisse ci rimanda a guardare in alto e in questa “ donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.”, non è difficile vedere la figura di Maria, come nel drago rosso si può facilmente intuire quello a cui la donna del libro della Genesi schiaccerà il capo.
“Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3,15)

Il Vangelo ci rimanda all’ episodio della visitazione in cui Maria partecipe del mistero dell’Incarnazione cioè alla nascita del corpo umano di Cristo si reca, portando in sé Gesù, a visitare la cugina Elisabetta. Proprio per questa sua maternità colei che dà al mondo il Salvatore non poteva conoscere la corruzione. Del resto S. Paolo scrivendo ai Romani ricorda che: “a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato…”. Maria SS, però è stata preservata dal peccato.

Maria, come l’arca dell’alleanza dell’Antico Testamento, che era il segno della presenza di Dio fra il suo popolo diventa lei stessa l’arca della nuova alleanza, perché porta Gesù in sé e lo dona a tutti noi.

In Maria assunta in cielo ci viene annunciata la nostra Pasqua e il nostro destino un destino che coinvolge la totalità del nostro essere: anima e corpo.

Sì perché se è facile pensare, come fanno anche le filosofie orientali, ma come forse pensano anche diversi cristiani che qualcosa di spirituale della persona continua a permanere anche dopo la morte, diventa più difficile per quanto riguarda il corpo. Vorrei riprendere a questo proposito quanto dicono David Maria Turoldo e don Primo Mazzolari

Turoldo nel suo stile di preghiera poetico: “Oggi è la festa dell’unità
dell’uomo, del destino glorioso dei corpi, uguale al destino dell’anima. Oggi ogni uomo obbediente e fedele canti alla sua intera salvezza, in anima e corpo”-

Primo Mazzolari: “Dal mistero dell’ Assunta possiamo cavare una consolazione; è proprio questa: Maria è andata avanti e noi la seguiremo. Il suo corpo immacolato è maturato per l’eternità prima di noi. Ma anche noi un giorno, anche questo mio povero corpo, anche il corpo di ognuno di voi, delle persone che avete più care …, anche noi giungeremo a questa glorificazione”

Penso che sia importante riflettere molto su questo aspetto in un tempo in cui da una parte assistiamo alla cura del corpo per questioni di estetica facendone quasi uno strumento di auto affermazione. D’altra parte vi è “una volgare prostituzione del corpo un rinnegamento dello scopo che Dio ha dato al corpo. Il corpo oggi è sempre più strumento di violenza: quanto odio passa attraverso il corpo, quanta oppressione passa attraverso i gesti del corpo, quanti omicidi si compiono attraverso il corpo, quante guerre, quanto sangue, quanto male attraverso il corpo!
La festa di oggi, festa della glorificazione del corpo di Maria ci impegni a un recupero del corpo umano, infatti, è destinato a essere la finestra dei sentimenti belli dell’ anima e il linguaggio fisico della grandezza e della bellezza dell’ amore: oggi, invece, il corpo sta diventando sempre più rinnegamento dell’ amore, sta diventando prostituzione” (Cardinale Angelo Comastri)
Il nostro corpo è chiamato ad una grande dignità: ad essere tempio dello Spirito Santo, come quell’ ampolla di prezioso profumo di santità che è stata la Vergine Maria, allora viviamo il nostro essere qui con il Signore nella nostra dimensione intera: anima e corpo per poterlo poi essere anche in quella realtà che il Signore ci ha donato con la sua Passione/Morte/Risurrezione.

L’ Eucaristia che stiamo celebrando, comunione al Corpo e Sangue del Signore ci garantisce che potremo partecipare con tutta la nostra esistenza, con le nostre storie, con i sentimenti nutriti in anima e corpo a quell’ essere sempre con Dio e in Dio se cammineremo sulla strada che la Vergine Madre ha tracciato e ci ha preceduto. Questo richiede di avere la stessa disponibilità e umiltà di Maria per permettere che il Signore operi anche in noi cose grandi.

Fra un po’ sentiremo queste parole: “In lei, primizia e immagine della Chiesa,
hai rivelato il compimento del mistero di salvezza
e hai fatto risplendere per il tuo popolo,
pellegrino sulla terra,
un segno di consolazione e di sicura speranza.”

Allora chiediamo al Signore per intercessione dell’ Assunta, come abbiamo pregato all’inizio di questa celebrazione: “fa’ che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria.”

Deo gratias, qydiacdon.

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