Siate misericordiosi, come il padre vostro è misericordioso. (Lc 6,36)

Mi hanno detto che i cristiani sono quelli che porgono l’ altra guancia, che fanno del bene a chi li odia, non prestano, ma regalano, pregano per i propri nemici. Mi hanno detto che lo devo fare perché lo vuole Gesù, e la Chiesa che trasmette la sua volontà. Mi hanno detto che un giorno avrei ricevuto un premio, se non prima in Paradiso. Venivo da te con l’ orgoglio di essere a posto. Credevo di sentirti e tu ti nascondevi. Ma un giorno il salto è stato troppo difficile, il mondo mi ha detto: “Stupido” ed io ci ho creduto. Continue reading

VI Domenica Ordinario C – 2019 – Gesù disceso con i Dodici si fermò in un luogo pianeggiante…

Se vi è una caratteristica nella Parola del Signore che abbiamo ascoltato oggi sono le contrapposizioni. [Voi ragazzi sapete cosa sono le contrapposizioni?
Vi faccio un esempio: bianco-nero; sano-malato]

Allora abbiamo ascoltato nella prima lettura questa contrapposizione: maledetto- benedetto. Benedetto è l’uomo che si compiace della legge del Signore e l’empio è colui che non la segue. Anche nel Vangelo da una parte vi sono i beati e quelli che, ahimè, hanno i guai i ricchi, i gaudenti, chi si diverte senza pensare e cercare niente altro di ciò che possa dargli piacere, gli spensierati.

Sono parole molte forti quelle che Gesù pronuncia!

Vediamo la prima lettura, quella del profeta Geremia. Da una parte abbiamo i maledetti e i benedetti. Chi è benedetto? La persona che confida nel Signore, cioè che ha fiducia in Lui e non nelle proprie ricchezze, che non ha fiducia solo nelle proprie forze, solo in sé stesso, ma che si abbandona nelle mani del Signore, consapevole che quanto ha è dono di Dio e non solo delle capacità e delle forze umane. In Dio trova consistenza, fondamento stabilità.

Coloro che vivono questo atteggiamento sono quei poveri di cui parla Gesù nel Vangelo, in Matteo quando dice: “Beati i poveri in Spirito”, ma che sono anche quei poveri di cui parla Luca in questo discorso di Gesù. Continue reading

Beati … – Lc 6, 17. 20-26 – 6 domenica ordinario anno C

Questo Vangelo di oggi, Gesù non posso proprio digerirlo così com’è. Vorrei poter prendere dal mio tavola la boccetta della scolorina e stenderla a profusione su tutto quello che non mi piace. Perché sono contento quando mi sento dire “Beato”, quando mi sento promettere la felicità, quando mi si annuncia  che Dio prende a cuore la sorte della mia vita.

Ma non posso accettare che ci siano anche dei “guai”, degli avvertimenti che incombono come delle minacce. Non posso accettare che si metta in discussione la mia situazione di benessere la mia tranquillità e la mia sicurezza, la mia sazietà ed i miei agi. Continue reading

V Domenica ordinario C – 2019: “Eccomi Signore … manda me”

“Eccomi Signore manda me” è la risposta del profeta Isaia che ha visto la grandezza di Dio e, come accade sempre, quando l’uomo fa questa esperienza scopre tutta la sua inadeguatezza, la sua piccolezza e fragilità. Nello stesso tempo è anche consapevole di vivere “in mezzo a un popolo dalle labbra impure”. Un popolo dove dilaga la corruzione e che non ha più punti di riferimento.

Ecco, quindi, che alle parole: “chi manderò, chi andrà per noi”, dichiara di essere pronto ad andare. Il cristiano è un mandato un inviato come il profeta nel mondo per essere testimone della fede aderendo al Vangelo, annunciando che siamo in cammino verso un futuro che va oltre il tempo e oltre la storia e che è pienezza di vita. Per tanti aspetti sembra che il mondo di oggi non sia poi così dissimile da quello di Isaia. Il cristiano è chiamato a confrontarsi con un contesto difficile dove la fede viene confusa in una Babele di linguaggi e di proposte che riducono l’uomo a quello che non è, lo riducono solo alla dimensione umana, terrena, materiale, preda e vittima di passioni e istinti insensati. Linguaggi che negano la trascendenza e la dimensione interiore, spirituale che è presente in ciascuno di noi. Continue reading

IV Domenica tempo ordinario C

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». 
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

__________________________________________

Questo Gesù, dovevi prevederlo … Com’era possibile che accettassero una realtà  così sconvolgente! Il Messia, dunque, sarebbe uno di loro, un abitante di questa Galilea delle genti, l’artigiano di un povero villaggio, il “figlio” di Giuseppe? Continue reading

3 Domenica anno C- 2019 : Il cristianesimo … una rivoluzione!

Rivoluzione?

Quando noi pensiamo alla parola rivoluzione, penso che, istintivamente, alla nostra mente vengano richiamate immagini violente, terribili, sanguinose, la storia insegna, anche quella recente, pensiamo a quello che sta accadendo in Venezuela.

Gesù nella sinagoga di Nazareth, leggendo il rotolo del profeta Isaia presenta quello che qualcuno ha chiamato il suo biglietto da visita e annuncia il contenuto della sua missione, che è una missione di liberazione, di salvezza, ma non attraverso mezzi cruenti, ma operando la trasformazione dei cuori liberando dalla cattiveria e dall’ egoismo, questi frutti amari e avvelenati che nascono e si alimentano del peccato dell’uomo. Ecco la grande rivoluzione, l’unica che trasformando il cuore dell’uomo trasforma la vita, il mondo, la storia. È la rivoluzione dell’amore che cambia i nostri cuori induriti in cuori che sono capaci di battere per amore, capaci di perdono e capaci di dono. Dono di sé stessi  fino alle estreme conseguenze, fino a donare la vita se necessario. Ecco la grande rivoluzione che inizia e che è stata portata avanti in più di 2000 anni di cristianesimo da tanti che, (riprendo un’immagine che è nel Vangelo), sono stati come il lievito dentro la pasta cambiando e facendo lievitare la storia di questo mondo. Certamente i santi ma anche tanti battezzati che pur non essendo sugli altari hanno vissuto quella chiamata universale alla santità ricevuta nel nostro Battesimo. Continue reading

II Domenica ordinario C – “fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù”. Le nozze di Cana

A me piace molto questo andare di Gesù a una festa di nozze, che è un momento di gioia, di festa, di comunione, lui il Messia, l’ atteso, che ha una missione da compiere che il Padre gli ha affidato si ferma a condividere la gioia di questi due sposi, si siede a mensa con la gente del posto, magari avrà anche danzato come era costume, che bella tutta questa umanità di Gesù, davvero Dio venendo in mezzo a noi ha assunto tutta la nostra umanità, non il peccato, però, perché proprio da questo è venuto a liberarci.

Poi ad un certo punto la festa sembra naufragare: manca il vino, Maria chiede l’intervento di Gesù che dapprima non sembra così disponibile. Maria però non demorde: “fate quello che vi dirà”, dice ai servi, ed ecco che Gesù opera il miracolo. Riempite le giare, l’acqua diventa vino e che vino!!!   Continue reading

Meditazione: “Vi fu uno sposalizio a Cana di Galilea”- (Gv 2,1-12)

Tu il Messia vai a una festa di nozze. Tu ti fermi e condividere la gioia di due sposi. Tu perdi tempo, seduto a mensa, con la gente del posto e dei tuoi discepoli. Tu esprimi l’ allegria di quel  giorno, danzando forse assieme agli altri per celebrare Dio e la forza dell’amore che sfida il tempo. E’ bello vederti così, Gesù di Nazareth. E’ bello scorgere sul tuo volto e nei tuoi gesti la gioia che abita uomini e donne, riuniti assieme, per un rito di matrimonio. Perché tu non sei un profeta arcigno, che legge con severità ogni evento della storia e richiama continuamente all’impegno. Continue reading

Meditazione Battesimale nella festa del Battesimo di Gesù. (13-1-2019)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»

_____________________________________ 

Una delle affermazioni della fede cristiana è che: Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. Se nel Natale abbiamo contemplato l’assumere la nostra umanità del Figlio di Dio, in questa festa ci viene rivelato il suo essere vero Dio nella parole che sentiamo pronunciare dal Padre in uno scenario in cui è coinvolta tutta la Trinità: Il Padre, il Figlio, lo Spirito santo: “Questo è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto”. (cf. Mt 3,16-17).

Ci troviamo ancora una volta davanti a Dio che si manifesta. Gesù si sottopone al battesimo di Giovanni, pur non avendo peccato, in un atto che possiamo definire di solidarietà con la nostra umanità, i cieli si aprono e il mondo di Dio e quello degli uomini sono ora in comunione, lo Spirito discende in modo sensibile su di lui.

Ma quale la differenza fra il battesimo di Giovanni e quello di Gesù?
Qualche commentatore fa questo esempio prendendo in esame le stelle e i pianeti. La differenza è che le stelle brillano di luce proprio e i pianeti brillano per luce riflessa, così per il battesimo di Giovanni e quello cristiano, quello in: “in Spirito Santo e fuoco”. Gesù è la vera luce, la stella che brilla di luce propria, Giovanni e il suo Battesimo brillano di luce riflessa. Il Battesimo di Giovanni è una preparazione, un segno di buona volontà e di accoglienza in vista della venuta del Messia.
Il battesimo di Giovanni è annuncio di una realtà altra, che si attua e si concretizza nel Battesimo che tutti noi abbiamo ricevuto. Con il nostro Battesimo veniamo inseriti nella vita di Dio, non per nostro merito, (e chi potrebbe meritarlo?), ma per puro dono. Abbandonata la nostra condizione di peccatori veniamo inseriti in un rapporto nuovo con Dio, un nuovo inizio.

Forse ci è accaduto di assistere alla posa della prima pietra di un edificio, magari particolarmente significativo, Il Battesimo è la prima pietra della costruzione dell’edificio della nostra vita cristiana che con Gesù siamo chiamati a costruire nella nostra libertà. Continue reading

Non importa quante volte hai fallito, sei benedetto … cioè Dio pensa bene di te

I buoni propositi per l’anno nuovo nascono prima di tutto dalla certezza che Dio fa il tifo per ciascuno; noi dobbiamo metterci preghiera, discernimento e perseveranza.
Non so voi, ma a me quando si parla di buoni propositi mi si arriccia la pelle e mi viene sempre in mente il detto popolare: la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni … e si perché nuovo anno, nuovi propositi e tante tante buone intenzioni. Quante buone intenzioni ho avuto nella mia vita! Ma a dire il vero pochissime di queste iniziative sono andate a buon fine, anzi! Spesso sono state fonte di grande frustrazione e fallimento… Sembra quasi un paradosso: se non ci metti le buone intenzioni, sei un pigro che non vuole cambiare la sua vita, se ce le metti, il fallimento è dietro l’angolo!

Ci sarà pure un’attitudine positiva.

Tu sei benedetto
C’è una storia su San Francesco che racconta che nei primi tempi della sua nuova vita, quando il papà di Francesco lo incontrava, incominciava ad insultarlo e a maledirlo. Deve essere stato terribile! Pensate… mentre Francesco cercava di vivere qualcosa di totalmente nuovo e che sentiva come vero e autentico, suo padre, colui che lo aveva cresciuto e che (volente o nolente) era stato un suo punto di riferimento, lo insultava per questo cambiamento. La storia racconta che Francesco cedeva la sua elemosina ad un povero del paese affinché lui, ogni volta che il padre lo insultava, lo bene-dicesse, cioè dicesse bene della sua vita e di quanto Dio lo amasse. Stupendo! Continue reading