XXXIV domenica ordinario C –Gesù Re dell’ Universo

Quest’ultima Domenica del tempo Ordinario celebra la regalità di Cristo, un modo di essere Re da intendere bene. La prima lettura che abbiamo ascoltato ci presenta come Davide venga proclamato Re di tutte le tribù che componevano la federazione di Israele, anche se

l’ unico vero re di Israele è il Signore, il re umano, terreno ha una funzione di guida, di aiutare il popolo a rimanere fedele all’ alleanza, pur con i limiti umani che  fanno parte della persona.Il re, non è divinizzato ma è pensato come il rappresentante di Dio in terra, Davide e i suoi successori devono agire per suo conto.
In quanto rappresentante di Dio, il re deve essere consacrato, unto: deve, cioè, essere santo.
Nel mondo antico, ma anche in una mentalità che accompagna la storia dell’uomo alla figura del re è accompagnata una concezione trionfalistica, di potere, gloriosa, fino ad arrivare alla divinizzazione della sua persona.  Gesù prenderà le distanze da questa concezione di regalità. Continue reading

IL VERO PROBLEMA È LA CRISTIANOFOBIA

Giuliano Guzzo nell’articolo seguente dal titolo “Il vero problema è la cristianofobia. Lo dicono i numeri” parla Il rapporto sull’islamofobia, finanziato dall’Ue, il quale si basa più su libere interpretazioni che su evidenze statistiche. Il documento omette per esempio ogni riferimento al dossier Osce-Odihr, che nel 2016 riportava per l’Italia 8 casi riconducibili all’odio antislamico e 32 all’odio anticattolico. Quattro volte tanto. Ma non risulta che l’Ue si sia preoccupata della cristianofobia. Perché?
Ecco l’articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l’8 novembre 2019

Il rapporto sull’islamofobia europea, finanziato dall’Ue, sostiene che l’ostilità nei confronti dei musulmani, in Italia, sia reale. Una tesi affermata tirando in ballo libere interpretazioni anche del comportamento dei media – vengono richiamati il quotidiano La Verità, Il Giornale e Libero, rei di diffondere «articoli aggressivi» – ma senza, onestamente, inoppugnabili evidenze statistiche. Non solo. Nel descrivere la situazione italiana, il rapporto omette ogni riferimento al dossier Osce-Odihr, elaborato sulla base di un questionario che l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa annualmente invia ai Paesi membri, riguardante la raccolta dei dati sui reati generati, e all’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori.
Una lacuna grave per due ragioni. La prima risiede nell’importanza di questi dati, basati sulle segnalazioni costituenti reato: non quindi su «percezioni» individuali né su opinabili giudizi di valore sui titoli o sugli editoriali di questo o di quel quotidiano, ma su dati di fatto, oltretutto penalmente rilevanti. Un secondo motivo per cui è un peccato che il dossier Osce-Odihr non sia stato citato nelle 24 pagine dedicate all’Italia dal rapporto sull’islamofobia europea deriva dal contenuto del dossier stesso, che metteva in luce come nel 2016 nel nostro Paese vi siano stati 8 casi riconducibili all’odio antislamico. Sempre troppi, per carità. 
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Dio si prende cura di voi, pregate Nostra Signora della Divina Provvidenza

La devozione risale a Cana, ma ha assunto il suo carattere specifico nel XVI secolo

l racconto evangelico delle nozze di Cana, nelle quali Cristo ha operato il suo primo miracolo grazie all’intercessione di Maria, ci ha portato a un’altra festa, nota come Maria, Madre della Divina Provvidenza, o semplicemente Nostra Signora della Provvidenza.
La devozione a Nostra Signora della Divina Provvidenza non è iniziata specificatamente se non nel XVI secolo, con l’artista Scipione Pulzone che nel 1580 dipinse un quadro della Beata Vergine intitolato Mater Divinae Providentiae.

Nel dipinto, Maria culla tra le braccia il bambino Gesù. Il bimbo stringe il dito della mamma mentre si guardano. Per questo motivo, Nostra Signora della Provvidenza è anche nota come Regina della Casa; il dito di Maria, stretto dalla manina di Gesù, è stato considerato segno del potere che Gesù le dà.

Pulzone dipinse il suo quadro sulla base di una tradizione iniziata nel 1521, quando la Beata Madre era apparsa a Fossano a un uomo incapace di parlare e udire di nome Bartolomeo Coppa. Continue reading

Meditazione su Luca 21,5-19, XXXIII Domenica ordinario anno C

“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”, così recita l’ antifona d’ ingresso, della XXXIII Domenica del tempo ordinario anno C cioè quel versetto che ci introduce alla celebrazione, ma anche al messaggio implicito o esplicito che la Parola di Dio ci vuole rivolgere.

Eppure i testi di questa Domenica, la prima lettura dove il profeta Malachia parla di; “giorno rovente come un forno”, Gesù che nel Vangelo annuncia la distruzione del Tempio di Gerusalemme, il mondo che verrà messo sottosopra e la persecuzione dei cristiani non sono certo parole dolci, tranquillizzanti. Continue reading

Meditazione su Luca 20,27-38 (33 domenica anno C)

XXXII Domenica II – Credo la risurrezione della carne, credo la vita eterna

“Credo la risurrezione della carne, credo la vita eterna”, così recita il Simbolo apostolica, cioè quel credo che  si recita nel tempo  di Quaresima e di Pasqua, solitamente. Il vangelo ci riporta il caso anacronistico che i Sadducei pongono a Gesù.

I Sadducei negano decisamente l’esistenza del destino (εἱμαρμένη) e la prescienza divina, ammettendo integra nell’uomo la libertà del volere e la facoltà di scegliere fra l’operare il bene e l’operare il male, e quindi di attrarre su sé come giusta sanzione, il benessere o la sventura. 2. Negano altresì (e questa negazione ci apparirà logica conseguenza del loro pensiero circa le sanzioni in questa vita) l’esistenza di punizioni e di premi nell’Ade, e addirittura la persistenza dell’anima dopo la morte del corpo. 3. Negano anche che da Dio possa provenire il male (e ciò pure sta in rapporto logico col loro porre l’origine del male nelle cattive azioni dell’uomo). Il secondo punto è espresso in modo più conforme alle genuine idee del giudaismo nel Nuovo Testamento (Matt., XXII, 23; Marc., XII, 18; Luc., XX, 27; Atti, XXIII, 8; cfr. IV, 1-2), che riferisce essere negata dai Sadducei la resurrezione dei morti (cfr. Mishnāh, Bĕrākōt, IX, 5, e Talmud babil., Sanhedrin, f. 90 b). In Atti, XXIII, 8, si aggiunge ancora che essi negano l’esistenza degli angeli e degli spiriti. (Enciclopedia Treccani) Continue reading

Mons. Schneider raccomanda una Preghiera di riparazione per gli atti idolatrici commessi durante il Sinodo per l’Amazzonia

Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), ha raccomandato una “Preghiera di riparazione per gli atti idolatrici commessi durante il Sinodo per l’Amazzonia”, spiegando che essa deve essere intesa come un “aiuto per i fedeli” assieme ad altri atti di riparazione come la celebrazione di Sante Messe, l’adorazione del Santissimo Sacramento, la recita del Santo Rosario ed altre pratiche devozionali. Questo il testo della preghiera:

Preghiera di riparazione per gli atti idolatrici
commessi durante il Sinodo per l’Amazzonia

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, ricevete dal nostro cuore contrito, attraverso le mani dell’Immacolata Madre di Dio e sempre Vergine Maria, un sincero atto di riparazione per gli atti di venerazione di idoli e simboli di legno, avvenuti a Roma, la Città Eterna e cuore del mondo cattolico, durante il Sinodo per l’Amazzonia. Effondete nel cuore del nostro Santo Padre Papa Francesco, dei Cardinali, dei Vescovi, dei sacerdoti e dei fedeli laici, il Vostro Spirito, affinché ne scacci l’oscurità delle menti, e loro possano riconoscere l’empietà di tali atti che hanno offeso la Vostra divina Maestà e Vi offrano atti di riparazione pubblici e privati.

Riversate in tutti i membri della Chiesa la luce della pienezza e della bellezza della Fede cattolica. Accendete in loro lo zelo ardente di portare la salvezza di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, a tutti gli uomini; specialmente alle persone nella regione amazzonica, che sono ancora sotto la schiavitù degli idoli sordi e muti della “madre terra”. Accendete la luce della fede in quelle persone, specialmente nelle persone delle tribù amazzoniche, che non hanno ancora la libertà dei figli di Dio e che non hanno la gioia indicibile di conoscere Gesù Cristo e avere in Lui parte alla vita della Vostra natura divina.

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Voi l’unico vero Dio, al di fuori del Quale non c’è altro dio e nessuna salvezza, abbiate pietà della Vostra Chiesa. Guardate in particolare le lacrime, i gemiti umili e contriti dei piccoli nella Chiesa; guardate le lacrime e le preghiere dei fanciulli, degli adolescenti, dei giovani e delle giovani, dei padri e delle madri della famiglia e anche di quei veri eroi cristiani, che nel loro zelo per la Vostra gloria e nel loro amore per la Santa Madre Chiesa hanno gettato nell’acqua i simboli dell’abominio che l’hanno sporcata. Abbiate pietà di noi: risparmiateci, o Signore! Parce Domine, parce Domine! Abbiate pietà di noi! Kyrie, eleison! Amen.

Commemorazione dei fedeli defunti

A volte di fronte a un dolore, a una separazione, come quella di una persona che ci è stata cara e che ora sembra non più essere accanto a noi si sente o si sentiva dire: “il tempo cancella”. Non è così. Se noi, oggi, ci ritroviamo qui a visitare i nostri cari che ci hanno lasciato, a parlare con loro nella preghiera o in quello che il cuore ci suggerisce in questo momento significa che non è così.

Il tempo non cancella la memoria e il ricordo di chi ci è stato caro e ha condiviso con noi la nostra esistenza, anzi il nostro ricordo per quanto ci hanno dato si fa più vivo e nitido e tante cose riaffiorano alla nostra mente: immagini, gesti, parole che comunque si sono impresse in noi.

Ma noi non siamo qui oggi solo per rendere un omaggio e un riconoscimento a questi nostri cari, ma anche, a compiere un atto di fede in un legame che va ben oltre la porta della morte, che sentiamo più che mai vivi e vicini.

La fede cristiana ci dice che la morte non è la fine di tutto. L’ immagine che vorrei suggerire è quella del parto come l’uomo viene alla luce così attraversata la porta della morte si apre per ciascuno di noi un mondo nuovo, diverso, grande e misterioso che è il mondo di Dio. Siccome è qualcosa
di completamente diverso e nuovo rispetto alla nostra vita terrena, per questo noi viviamo il momento della morte con trepidazione.
Ma dio è l’autore della vita e il mondo di Dio, nel quale speriamo siano già i nostri cari, è il mondo della pienezza di vita dove non solo la nostra anima troverà sollievo, rifugio, ma anche il nostro corpo. Continue reading

Solennità di tutti i Santi

La settimana scorsa ero in un’altra parrocchia e andando a fare una visita ad un gruppo di ragazzi di catechismo il discorso andò a toccare, inevitabilmente, la festa di Hallowen.

Ho detto loro che un cristiano non celebra la festa di Hallowen, che è una festa macabra, un inno delirante alla morte, a mostri, spiriti, fantasmi, demoni, ma che noi celebriamo come cristiani, la bellezza, la gioia, la luce e non le tenebre, la vita e non la morte, una vita che è riuscita e che ci fa luminosi e splendenti in un amore che unisce tutti.

Spesso si pensa che parlare di santità, e non so che concetto voi abbiate della santità, sia un cammino fatto di privazioni, di sforzi che la persona si deve imporre ricercando da solo una perfezione difficile da raggiungere.
Magari, equivocando, si può pensare anche a una rassegnazione di fronte alle vicende della vita a cui l’uomo deve rassegnarsi in attesa di una consolazione e di un premio che verranno solo in un dopo. Dimenticando sempre la presenza del Signore accanto a noi.

Tre parole, come tre pennellate, per tratteggiare la santità: chiamata, risposta, dono. Continue reading