28 Domenica ordinario C –“Rendere grazie”

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». Mettiamo davanti a noi queste espressione del Vangelo all’inizio della nostra riflessione.

In cammino verso Gerusalemme Gesù attraversa la Samaria e incontra questo gruppo di lebbrosi che, come era prescritto, vivono l’isolamento dalla comunità e che da lontano gridano a Lui e invocano un gesto di pietà nei loro confronti. Gesù non lo nega, ma richiede anche un atto di fede: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.Uno solo e per di più Samaritano, straniero, uno scomunicato secondo il popolo di Israele torna indietro, lodando Dio per il beneficio ricevuto.

Oggi nella cultura dei diritti, senza doveri, del tutto dovuto è difficile sentire pronunciare una semplice parola: grazie. È difficile che vengano espressi sentimenti di gratitudine anche da parte di chi riceve un gesto d’ amore, nei confronti di chi compie sentire esprimere sentimenti di riconoscenza.Io non so se nelle nostre famiglie il dire grazie sia ancora insegnato alle nuove generazioni, a volte mi sorge qualche dubbio!Oggi è più facile esigere, rivendicare, criticare e per carità è legittimo, ma è difficile riconoscere il bene che si riceve, come se fosse qualcosa di dovuto, di scontato. Questo anche all’ interno delle nostre comunità dove nei confronti di chi ci aiuta a vivere la fede, si colgono difetti, imperfezione, si muovono critiche dimenticando riconoscenza e gratitudine. Continue reading

27 Domenica ordinario C :” Il giusto vivrà mediante la sua fede”

Il tema che emerge con evidenza dalla Parola che abbiamo ascoltato è quello della fede, una fede che deve essere mantenuta anche attraverso i momenti difficili della nostra vita, di fronte a ingiustizie e violenze che certamente non mancano. Può accadere, allora che come gli apostoli siamo anche noi intimoriti, davanti ad un mondo pretenzioso, sempre meno credente sotto tanti aspetti in nome non si sa bene di quali grandezze culturali, ma anche di una volontà di dominio di sentirci spaventati nel seguire Gesù e obbedire al Vangelo. Rispondendo Gesù non vuol dire che non abbiano fede, ma vuole fare riflettere su come la loro fede sia una fede che deve ancora crescere, ma come anche una fede “piccola come un granello di senape”, ma vera può fare grandi cose. Com’è, dunque la nostra fede? È almeno come un granello di senape?

Facciamo allora nostra la richiesta che fanno gli apostoli al Signore: «Accresci in noi la fede!». Soprattutto non vergogniamoci mai della testimonianza di fede che ogni credente è chiamato a dare, come ricorda S. Paolo a Timoteo: “Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.” Siamo chiamati perciò a custodire come un tesoro prezioso il “buon deposito della fede” che ci è stato donato e trasmesso dal giorno del nostro Battesimo nella santa Chiesa

L’ uomo ha bisogno di avere fede, di credere, ma proviamo a riflettere un attimo su cos’è la fede per noi. Continue reading

Perché non possiamo abusare del nome di Dio?

Una riflessione sul Secondo Comandamento della Legge di Dio

Al giorno d’oggi molta gente ha dimenticato i Comandamenti della Legge di Dio, che purtroppo alcune persone ritengono obsoleti e superati. Per questo riprendiamo la questione, come abbiamo già fatto in un altro articolo, trattando stavolta il Secondo Comandamento, “Non pronuncerai invano il nome del Signore” (Esodo 20,7).
Il nome del Signore è santo. È sacro. Nemmeno i giudei lo pronunciavano. Anziché Jahvè dicevano Adonai, mio Signore. E lo facevano per rispetto. Per questo, il comandamento ci dice che non possiamo abusare del nome di Dio. Dobbiamo custodirlo nella memoria, in un silenzio di adorazione amorevole.

Il Secondo Comandamento parla del rispetto e del sentimento nei confronti di tutto ciò che è sacro. E il sacro dev’essere adorato.

Ricordiamoci che spesso avviene la profanazione di ciò che è sacro, di ciò che è santo. Il cristiano è chiamato a testimoniare il nome del Signore, confessando la sua fede, difendendo con zelo tutto ciò che insegna la Chiesa.

San Cipriano di Cartagine ha pronunciato una frase meravigliosa: “Chi non ha la Chiesa per madre, non ha Dio per padre”. Il nuovo catechismo insegna che il Secondo Comandamento proibisce l’uso indebito del nome di Dio, di Gesù Cristo e delle cose sacre. Continue reading

XXVI Domenica ordinario C – I novissimi: Morte, Giudizio, Inferno Paradiso

 

Oggi il Signore ci racconta questa parabola. Noi la conosciamo come veniva chiamata una volta: il ricco Epulone e il povero Lazzaro. Il termine Epulone, dal latino, significa: “persona che si compiace di cibi abbondanti e raffinati, crapulone, gaudente, ghiottone, mangione.

In realtà la parabola non porta il nome del ricco. Il nome nella mentalità semita indica l’essenza della persona stessa. Questa persona è assorbita e concentrata solo dai piaceri, dai banchetti, ha perso di vista quello che è il senso profondo della vita e dell’esistenza. Tutto concentrato sul suo Io si dimentica di Dio e così non vede nemmeno il povero che “sta alla sua porta”. Vive separato da lui, come in una dimensione altra che oltre dimenticarsi di Dio lo rende anche cieco alla Carità verso il fratello, il povero, a cui i cani, che vengono a leccare le sue piaghe hanno più pietà.

Viene invece ricordato il nome del povero: Lazzaro, da Eleazaro che significa: “Dio aiuta”. Dio conosce “chiama per nome” i poveri, come ci ricorda la preghiera di colletta. Il mondo del povero e quello del ricco sembrano essere due mondi paralleli destinati a non incontrarsi. Continue reading

O GESÙ O ALLAH L’Islam entra a scuola: i convertiti ci spiegano perché

In Occidente è in corso una jihad culturale, che sta diffondendo l’insegnamento islamico con la complicità di quei Paesi confusi sull’integrazione. Le nostre società cederanno alla Sharia se non torneranno a credere che Cristo è Dio. Come credono ex musulmani, convertitisi al cristianesimo, che oggi testimoniano potentemente la salvezza che è Gesù.

Avevamo già raccontato di come l’islam fosse impegnato in una jihad non solo armata, come nei Paesi arabi dove i musulmani sono la maggioranza, ma piuttosto culturale. Questa seconda strategia di occupazione sarebbe stata studiata ad hoc per l’Occidente, dove è impossibile pensare a una lotta armata contro una popolazione ancora in maggioranza bianca.

A confermare la tesi della jihad educativa è stata la notizia di un seminario organizzato dal distretto scolastico di Dearborn, una città americana nello Stato del Michigan, dove una donna di origini arabe, Huda Essa, ha tenuto un corso di formazione a 400 insegnanti volto a presentare la tradizione islamica. Ovviamente il seminario era stato giustificato dal bisogno di un “insegnamento culturale responsabile”. E ovviamente il succo del discorso di Essa è stato l’attacco al maschilismo bianco che sarebbe più pericoloso del radicalismo islamico, dimenticando di spiegare che la legge islamica, la Sharia, include norme in netto contrasto con la giustizia garantita dal giusnaturalismo occidentale.

La donna, già invitata a parlare anche in scuole della California, della Georgia, del Texas e della Florida, con la scusa della promozione dell’inclusione e di un approccio multiculturale all’educazione, ha definito «per lo più simili» l’islam e il cristianesimo. Secondo Essa, il Corano sarebbe stato direttamente rivelato da Allah al profeta Maometto, al contrario delle Scritture ebraiche e cristiane che sarebbero state alterate da mani umane. Ergo, il Corano sarebbe superiore alla Bibbia. La donna ha poi affermato che le donne musulmane sono vittime non di una religione che le considera esseri inferiori, bensì dell’islamofobia degli americani bigotti. Continue reading

L’Onu prima fa danni, poi anche…

E poi c’è chi vuol far credere che siano tutte fantasie della Destra, magari estrema, di Salvini e dei soliti sovranisti… Tutt’altro! A parlare di «sostituzione di massa» è un rapporto dell’Onu intitolato «Replacement Migration», recentemente diffuso. Ciò che vi si legge, è molto chiaro: «Le proiezioni delle Nazioni Unite – è scritto – indicano che, nei prossimi cinquant’anni, le popolazioni di quasi tutti i Paesi europei e del Giappone dovranno affrontare l’invecchiamento della popolazione ed il declino demografico», fenomeni che lo stesso studio definisce ormai «impressionanti e critici».

«Queste nuove sfide – aggiunge – richiederanno una revisione globale di molte delle politiche e dei programmi esistenti, compresi quelli sulle migrazioni internazionali».
Perciò la relazione prende in considerazione «l’immigrazione di sostituzione» o «Grande sostituzione» o «sostituzione etnica», comunque la si voglia chiamare, come risposta a tale emergenza «per otto Paesi a bassa fertilità (Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione russa, Regno Unito e Stati Uniti)», nonché, più in generale, per l’ambito europeo. L’idea è vecchia: in pratica si propone di risolvere i problemi generati dai «bassi tassi di fertilità e di mortalità» non, come vorrebbe il buon senso, dando il massimo sostegno a nuove politiche familiari, che incentivino la natalità, bensì ricorrendo agli stranieri ed “importando” in massa immigrati, senza tener conto dei costi sociali e del caos culturale intrinseco ad un simile azzardo. Tale processo viene anzi definito come «l’unica opzione a breve-medio termine», per dar apparente soluzione ad un problema che le stesse Nazioni Unite hanno contribuito a provocare, sostenendo per decenni ed ancora oggi favorendo sterili campagne abortiste ed eutanasiche, tutte protese ad una progressiva ed inarrestabile desertificazione demografica del mondo. Continue reading

Atto di affidamento alla Madonna di Fatima quando hai un turbamento interiore

Beata Maria Vergine di Fatima, con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna

uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio, che mai si stanca di chinarsi

con misericordia sull’umanità,

afflitta dal male e ferita dal peccato,

per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre Continue reading

Preghiera contro la rabbia e le esplosioni di impazienza

“Concedimi la grazia di respirare a fondo, di trattenere le mie esplosioni, di raffreddare la mente e imparare ad aspettare con autocontrollo, finché l’esasperazione diminuisce e io possa riflettere con serenità”

Questa supplica è un adattamento della preghiera proposta da padre Reginaldo Manzotti per la liberazione dal dolore e dal rancore.

Preghiera contro la rabbia nel cuore

Signore Gesù, Tu sai curare i cuori feriti e tribolati.

Ti prego di curare le ferite che tormentano il mio cuore. Ti chiedo in particolare di curarmi da tutta la rabbia che infiamma il mio cuore.

Permetto, Signore, che Tu entri nella mia vita, nella mia anima, ed elimini da questa tutta la rabbia che custodisco nel cuore, momentanea o duratura.

Signore Gesù, Tu conosci i miei problemi, le mie angosce, le mie limitazioni: li metto tutti nelle Tue Sante Piaghe.

Ti chiedo, per le Tue Cinque Piaghe, dalle quali viene effusa tutta la Misericordia, di curare tutte le ferite nel mio cuore, grandi e piccole, soprattutto quelle provocate dalla mia rabbia, dalla mia furia, dalla mia ira. Continue reading

MUORE A 12 ANNI DOPO 3 GIORNI DI AGONIA (MA I GIORNALI HANNO DIMENTICATO DI DIRE CHE…) Sofia è stata dichiarata cerebralmente morta e i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi (quindi… non è morta per l’incidente, ma per la sospensione dei sostegni vitali)

«Sofia muore a 12 anni dopo tre giorni di agonia», titolano le cronache in relazione al tragico incidente occorso ad una ragazza di Parma rimasta intrappolata sul fondo della piscina di uno stabilimento balneare della Versilia, per cause ancora in via di accertamento. Sofia era stata soccorsa, rianimata e portata in gravissime condizioni all’ospedale Opa di Massa dove i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita. In seguito, si è verificato un peggioramento delle condizioni cliniche della paziente per cui l’equipe medica ha deciso di avviare la procedura per la dichiarazione della morte cerebrale, come prescritto dalla legge. Dopodiché Sofia è stata dichiarata cerebralmente morta e i genitori hanno dato l’assenso per l’espianto degli organi ma la procura ha acconsentito solo al prelievo delle cornee (ilmessaggero.it, 17 luglio 2019). Continue reading

NEI GULAG NORDCOREANI 50 MILA CRISTIANI Sotto Kim Jong-un la repressione è aumentata, specie nell’ultimo anno (e intanto in Africa i jihadisti si stanno concentrando sulla pulizia religiosa)

«Quest’anno la persecuzione religiosa in Corea del Nord è aumentata. Sembra che sia in atto una massiccia campagna di ricerca per scovare i cristiani». È quanto dichiarato da Lee (il nome è omesso per motivi di sicurezza), fuggito dalla Corea del Nord e oggi impegnato nella missione tra i nordcoreani, al sito specializzato Daily Nk.
L’ultimo caso di cui è venuto a conoscenza è quello di «una famiglia cristiana arrestata a Hyesan, nella provincia di Ryanggang, dopo essersi convertita. La madre è sparita e nessuno sa cosa le sia successo, mentre i due figli e la nipote sono stati rilasciati dopo aver pagato 5.000 dollari di multa». Continue reading