«Vescovi, fermate la deriva omosessualista». Firmato: Burke e Brandmuller

I cardinali superstiti dei Dubia scendono di nuovo in campo con una lettera aperta ai presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, che da giovedì 21 febbraio si riuniscono in Vaticano per discutere sul tema degli abusi sessuali del clero. Il problema non è il clericalismo, dicono, ma «nell’essersi allontanati dalla verità del Vangelo». «La negazione (…) della legge divina e naturale – dicono -, sta alla radice del male che corrompe certi ambienti della Chiesa».

Lettera Aperta ai Presidenti delle Conferenze Episcopali

Cari Confratelli, Presidenti delle Conferenze Episcopali,

Ci rivolgiamo a Voi con profonda afflizione!
Il mondo cattolico è disorientato e si pone una domanda angosciante: dove sta andando la Chiesa?

Di fronte alla deriva in atto, sembra che il problema si riduca a quello degli abusi dei minori, un orribile crimine, specialmente quando perpetrato da un sacerdote, che però è solo parte di una crisi ben più vasta. La piaga dell’agenda omosessuale è diffusa all’interno della Chiesa, promossa da reti organizzate e protetta da un clima di complicità e omertà. Le radici di questo fenomeno evidentemente stanno in quell’atmosfera di materialismo, di relativismo e di edonismo, in cui l’esistenza di una legge morale assoluta, cioè senza eccezioni, è messa apertamente in discussione. Continue reading

Siate misericordiosi, come il padre vostro è misericordioso. (Lc 6,36)

Mi hanno detto che i cristiani sono quelli che porgono l’ altra guancia, che fanno del bene a chi li odia, non prestano, ma regalano, pregano per i propri nemici. Mi hanno detto che lo devo fare perché lo vuole Gesù, e la Chiesa che trasmette la sua volontà. Mi hanno detto che un giorno avrei ricevuto un premio, se non prima in Paradiso. Venivo da te con l’ orgoglio di essere a posto. Credevo di sentirti e tu ti nascondevi. Ma un giorno il salto è stato troppo difficile, il mondo mi ha detto: “Stupido” ed io ci ho creduto. Continue reading

• IDEOLOGIA TRANS «Gli uomini non sono donne» Twitter blocca la femminista

Meghan Murphy è una scrittrice femminista, ora in prima linea per affermare il diritto alla libertà d’espressione. Perché? Non le è andato giù il blocco che Twitter ha disposto del suo account dopo che aveva osato riferirsi al sedicente transessuale Jonathan “Jessica” Yaniv con il pronome maschile, scrivendo inoltre che «gli uomini non sono donne».

La mannaia del politicamente corretto non smette mai di colpire, ma qualcuno che non ci sta e alza la testa, fortunatamente, in giro c’è ancora. Perfino là dove meno uno se lo aspetterebbe. Meghan Murphy, per esempio, non è un’altra Silvana De Mari e non scrive libri alla Costanza Miriano. Tutt’altro. Trentanove anni, scrittrice di fede progressista – «sono socialista», tiene a precisare, «quindi politicamente di sinistra» – nonché fondatrice di FeministCurrent.com, il principale sito femminista del Canada, è decisamente lontana dal prototipo dell’intellettuale conservatrice, qualifica che potrebbe pure ritenere offensiva.

Ciò nonostante, la Murphy è ora in prima linea in una battaglia per affermare il diritto di manifestare il proprio pensiero. Per quale motivo? Semplice: non le è andato giù, comprensibilmente, il blocco che Twitter ha disposto del suo account dopo che, nel novembre scorso, aveva osato riferirsi al “transessuale” e attivista Jonathan (“Jessica”) Yaniv con il pronome maschile. Il che non si è ben capito come possa essere parso offensivo, dato che Yaniv stesso, talvolta, impiega ancora un pronome maschile riferendosi a sé stesso. Continue reading

VI Domenica Ordinario C – 2019 – Gesù disceso con i Dodici si fermò in un luogo pianeggiante…

Se vi è una caratteristica nella Parola del Signore che abbiamo ascoltato oggi sono le contrapposizioni. [Voi ragazzi sapete cosa sono le contrapposizioni?
Vi faccio un esempio: bianco-nero; sano-malato]

Allora abbiamo ascoltato nella prima lettura questa contrapposizione: maledetto- benedetto. Benedetto è l’uomo che si compiace della legge del Signore e l’empio è colui che non la segue. Anche nel Vangelo da una parte vi sono i beati e quelli che, ahimè, hanno i guai i ricchi, i gaudenti, chi si diverte senza pensare e cercare niente altro di ciò che possa dargli piacere, gli spensierati.

Sono parole molte forti quelle che Gesù pronuncia!

Vediamo la prima lettura, quella del profeta Geremia. Da una parte abbiamo i maledetti e i benedetti. Chi è benedetto? La persona che confida nel Signore, cioè che ha fiducia in Lui e non nelle proprie ricchezze, che non ha fiducia solo nelle proprie forze, solo in sé stesso, ma che si abbandona nelle mani del Signore, consapevole che quanto ha è dono di Dio e non solo delle capacità e delle forze umane. In Dio trova consistenza, fondamento stabilità.

Coloro che vivono questo atteggiamento sono quei poveri di cui parla Gesù nel Vangelo, in Matteo quando dice: “Beati i poveri in Spirito”, ma che sono anche quei poveri di cui parla Luca in questo discorso di Gesù. Continue reading

Un pamphlet LGBT contro la Chiesa

 

Un pamphlet LGBT contro la Chiesa. Il titolo è Sodoma e l’autore Frédéric Martel, un noto attivista LGBT francese. Il libro però è nato in Italia, nel corso di un colloquio tra l’autore e l’editore Carlo Feltrinelli, figlio di Gian Giacomo, l’editore-terrorista morto il 14 marzo 1972, mentre poneva una bomba su un traliccio dell’Enel di Segrate. Sodoma sarà presentato nei prossimi giorni in otto lingue e una ventina di Paesi. Il lancio ufficiale avverrà il 21 febbraio, in concomitanza con l’apertura del vertice vaticano dedicato agli abusi sessuali sui minori. Si tratta dunque di una possente operazione mediatica, che ha come bersaglio la Chiesa cattolica. L’autore del libro, Frédéric Martel, presentato dalla stampa con i titoli, di volta in volta differenti di sociologo, ricercatore, storico, ha raggiunto una certa popolarità per il suo ultimo saggio, tradotto in varie lingue, Global Gay, (pubblicato in Italia da Feltrinelli), dedicato all’odierna marcia trionfante del movimento gay in tutto il mondo.

Coinvolto direttamente in numerose associazioni attive nella diffusione dell’agenda LGBT, Martel è impegnato, da anni, in prima linea, nel processo di promozione e “normalizzazione” dell’omosessualità. La “militanza” LGBT dell’autore di Sodoma lo ha portato ad essere uno dei principali promotori della legge n. 99-944 del 15 novembre 1999 (Du pacte civil de solidarité et du concubinage), i cosiddetti PACS, che introdussero le unioni civili in Francia. Negli anni seguenti, l’attivista LGBT ha continuato a dare il proprio contribuito alla causa omosessualista dedicando numerosi articoli a favore dell’introduzione del pseudo-matrimonio omosessuale in Francia, fino alla sua completa legalizzazione avvenuta il 18 maggio 2013. Continue reading

• CORSI AD HOC IN AUSTRIA Divorziati “risposati”, il nuovo inizio sa di condanna

“Neu beginnen”, “nuovo inizio” è il nome dell’iniziativa della diocesi di Innsbruck per i divorziati “risposati”. A tenerla è una coppia irregolare. E al termine del percorso si deciderà se accostarsi alla comunione. È proprio di un’autorità malata lasciare alla decisione personale ciò che dovrebbe invece essere fermamente proibito.

Neu beginnen”, “nuovo inizio” è il nome dell’iniziativa della diocesi di Innsbruck per “camminare insieme” a quelle persone che hanno visto fallire il loro primo matrimonio e si sono riaccompagnate o risposate. Il progetto che prenderà il via nella prossima primavera è stato presentato dal Vescovo, mons. Hermann Glettler, insieme a tre collaboratori, lo scorso 25 gennaio. Si tratta di seminari di 4 incontri in alcune città del Tirolo tenuti da “un pastore d’anime” e da una coppia che accompagneranno i convenuti.

Ovviamente coppie che a loro volta hanno un matrimonio fallito alle spalle e che si sono riaccompagnate; perché secondo mons. Glettler occorre “ascoltare e imparare da coloro che hanno naufragato e che hanno vissuto un nuovo inizio”. Quale nuovo inizio? Un inizio che ha preso consapevolezza della necessità di mantenere fede al proprio matrimonio, nonostante tutto, e che quindi si sforza di vivere una vita di continenza? Macché, roba da Medioevo. Il nuovo inizio ce lo spiegano Brigitte Wasle-Kaltenegger e il compagno Bernhard Wasle, presenti in conferenza stampa insieme al Vescovo e responsabili di uno di questi seminari. Continue reading

• STATO-ISLAM No al concordato della Fratellanza musulmana

Dopo la visita del Papa ad Abu Dhabi ecco immediatamente i tentativi di approfittarne: l’Associazione Nazionale Musulmani italiani (ANMI) ha presentato a Nardò una proposta di concordato Stato-islam che presenta punti critici su poligamia e moschee clandestine. Inconciliabile con il nostro diritto.

La storica visita di Papa Francesco ad Abu Dhabi ha certamente lasciato il segno, ma guai a non diffidare delle imitazioni. A Lecce, Nardò per la precisione, la febbre dell’interreligiosità deve essere particolarmente alta. Tanto che, in un chiostro di carmelitani, ha avuto luogo un evento alquanto singolare: la presentazione di un’idea di concordato tra Stato italiano e islam, su iniziativa di musulmani italiani convertiti, riuniti nell’autoproclamatasi Associazione Nazionale Musulmani Italiani (ANMI), e con la benedizione del sindaco della località pugliese.

La presentazione di questo presunto concordato necessita di alcune considerazioni di merito e di metodo.

La prima riguarda la questione della poligamia. I musulmani in Italia, per nascita o convertiti come gli esponenti della suddetta associazione, devono comprendere che non gli è dato “rinunciare alla poligamia”, come se fosse un beau geste per andare incontro allo Stato italiano nella sua laicità. La poligamia è infatti già proibita dalla Costituzione all’articolo 3, dove si stabilisce l’uguaglianza donna-uomo, di per sé l’antitesi della poligamia, che si fonda invece sulla sottomissione della componente femminile. Pertanto, la poligamia in Italia è del tutto illegale a prescindere e non può configurarsi alcuna “rinuncia” nei suoi confronti.  Continue reading

Il pontificato di Benedetto XVI è stato avversato duramente già dal Conclave del 2005

Indebolita da una forte crisi di fede, minata da correnti moderniste, anche nella gerarchia, che spingevano per una resa alla “modernità”, cioè alle ideologie mondane. La Chiesa si è trovata indifesa: erosa dall’interno ed esposta al grande gioco geo-politico. Il bersaglio di tutti gli attacchi è stato il papato. Il pontificato di Benedetto XVI ha subito un costante bombardamento dei media.

Nella messa che precedette il Conclave del 2005, l’allora cardinale Ratzinger, aveva così rappresentato la situazione del mondo cattolico: “Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quanti correnti ideologiche, quante mode del pensiero … La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individalismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli, sull’ astuzia che tende a trarre nell’ errore (cfr. Ef 4,14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo”. E’ possibile leggere il testo completo al sito https://bit.ly/2y5QymE.

Stralciato da:  Il segreto di Benedetto XVI  – Antonio Socci ed. Rizzoli

Beati … – Lc 6, 17. 20-26 – 6 domenica ordinario anno C

Questo Vangelo di oggi, Gesù non posso proprio digerirlo così com’è. Vorrei poter prendere dal mio tavola la boccetta della scolorina e stenderla a profusione su tutto quello che non mi piace. Perché sono contento quando mi sento dire “Beato”, quando mi sento promettere la felicità, quando mi si annuncia  che Dio prende a cuore la sorte della mia vita.

Ma non posso accettare che ci siano anche dei “guai”, degli avvertimenti che incombono come delle minacce. Non posso accettare che si metta in discussione la mia situazione di benessere la mia tranquillità e la mia sicurezza, la mia sazietà ed i miei agi. Continue reading

Il Manifesto della Fede del Cardinale Gerhard Müller

 

«Non sia turbato il vostro cuore!» (Gv 14,1). E’ con questo versetto del Vangelo che si apre il “Manifesto della Fede” del cardinale Gerhard Cardinale Müller, diffuso domenica 10 febbraio in sette lingue.

Ciò che ha spinto il cardinale a offrire una testimonianza pubblica della Verità cattolica è stata la richiesta di «molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica», preoccupati per la «sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede». «È compito proprio dei pastori» – afferma il cardinale – «guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. A proposito ammoniva l’Apostolo: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto» (1 Cor 15,3)».

In un momento in cui «molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna», il cardinale Müller ritiene che la fonte più sicura di orientamento sia il Catechismo della Chiesa Cattolica, «scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla “dittatura del relativismo”».

I riferimenti al Catechismo costituiscono il filo conduttore del Manifesto, che si apre con una confessione di fede nella Santissima Trinità, «epitome della fede di tutti i cristiani», che «segna una differenza fondamentale nella fede in Dio e nell’immagine dell’uomo rispetto alle altre religioni». Il cardinale professa quindi la fede nella Chiesa, la cui autorità, «si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate».

«La Chiesa non è un’associazione creata dall’uomo, la cui struttura può essere modificata dai suoi membri a proprio piacimento: essa è di origine divina» ed è ancora valido «l’ammonimento dell’Apostolo secondo cui maledetto è chiunque proclami un altro Vangelo, “anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo”» (Gal 1,8). Compito del Magistero della Chiesa nei riguardi del popolo di Dio è quello di «salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti» affinché possa «professare senza errore l’autentica fede». Questo è particolarmente vero per quanto riguarda i sette sacramenti. «Per questo la Sacra Scrittura ammonisce riguardo alle condizioni per ricevere la santa Comunione: «chiunque mangia il pane o beve il calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore» (1 Cor 11, 27)». «Dalla logica interna del sacramento si capisce che i divorziati risposati civilmente, il cui matrimonio sacramentale davanti a Dio è ancora valido, come anche tutti quei cristiani che non sono in piena comunione con la fede cattolica e pure tutti coloro che non sono debitamente disposti, non ricevano la santa Eucaristia fruttuosamente, perché in tal modo essa non li conduce alla salvezza. Metterlo in evidenza corrisponde a un’opera di misericordia spirituale.»

L’osservanza della legge morale è necessaria a tutte le persone di buona volontà per conseguire la salvezza eterna. «Infatti colui che muore in peccato mortale senza pentimento rimarrà per sempre separato da Dio. Ciò comporta delle conseguenze pratiche nella vita dei cristiani, tra le quali è opportuno richiamare quelle oggi più frequentemente trascurate». Seguono a questo punto una serie di richiami ai numeri del catechismo che ricordano il Magistero della Chiesa in tema di difesa della vita e condanna dell’omosessualità e di altri peccati (cfr 2270-2283; 2350-2381). Continue reading